domenica 1 settembre 2013

Da un cittadino comune al Presidente della Repubblica Italiana


1 Settembre 2013, giorno 560

Illustrissimo Presidente Napolitano, oggi vorrei avere il piacere di farle conoscere il mio pensiero riguardo ad una vicenda alquanto triste, il caso dei Fucilieri di Marina della Brigata San Marco trattenuti in India da 560 giorni e di cui Lei sembra essersene dimenticato.

In qualità della sua veste istituzionale di capo supremo delle Forze Armate mi sarei aspettato che Lei usasse tutto il peso politico di cui dispone per sottrarre Massimiliano Latorre e Salvatore Girone a un crudele destino, ad una agonia lenta lontani dalla Patria, dai propri cari.


Ma ad oggi 560° giorno, ahimè, nulla è stato fatto se non alcune dichiarazioni di pura e semplice  circostanza, Le ricordo inoltre che tutto si è svolto durante il Suo primo mandato presidenziale e ad oggi 560° giorno siamo ancora lontani da una soluzione.
Mi sarebbe piaciuto, non Le nascondo, vederLa impegnato da subito a fondo nel cercare una soluzione al caso, se per caso non avesse maturato idee al proposito, mi permetto di suggerirne una, il ricorso ad un "arbitrato internazionale" , che ahimè andava richiesto subito, non appena la nostra Nazione veniva messa al corrente dell' accaduto.

Forse preso dai Suoi numerosi impegni istituzionali, non ha dato la giusta importanza alla spinosa questione che uno Stato all' apparenza amico ci poneva, si parla tanto a livello mediatico di "stati canaglia" e a mio avviso l' India lo è.
Fra tutte le nazioni che compongono i contingenti dei Caschi Blu' dell' ONU impegnati nelle varie missioni di pace, nel recente passato alcuni componenti Indiani si son macchiati di gravi reati, e subito l'India si è prodigata a farli rientrare a casa propria per giudicarli ed eventualmente condannarli.

Le chiedo se ha pensato ai nostri Soldati di tutte le armi che al momento sono impegnati nelle varie missioni internazionali, come immagina sia il loro stato d' animo nel vedere due Fratelli abbandonati dallo stato ?
Le chiedo se ha pensato alle gravi conseguenze che porterà in futuro questa vicenda per qualsiasi cittadino Italiano all' estero, in pratica qualsiasi stato si sentirà in diritto di far la voce grossa verso la nostra Nazione e si arrogherà il diritto di sequestrare uno o più Italiani, tanto conseguenze non ne subirà.

Ricordo le Sue parole il 4 novembre dello scorso anno in occasione della festa delle FF..AA. 
Lei ha voluto porgere il proprio ringraziamento ai militari impegnati in missioni di pace all'estero, esprimendo a tutti "vicinanza e gratitudine, con particolare affetto e ansietà per chi è ancora privato della libertà, ovvero i nostri Marò in India" e affermando che il governo continuerà a compiere "ogni tenace sforzo" per una soluzione positiva della vicenda.

Lei caro Presidente, ha anche incontrato ad aprile  il segretario ONU Ban Ki Moon, ma a quanto pare solo pro-forma....


In conclusione Illustrissimo Presidente Giorgio Napolitano, Lei può fare ancora tanto, Lei deve fare ancora tanto.....lasci un buon ricordo di se al Popolo Sovrano.
Non vorrà mica essere ricordato come il Presidente che abbandonò i suoi Uomini, due Uomini e Soldati che seppure feriti non hanno detto una parola oltre quella che sono abituati a dire da sempre... "comandi !"

in fede 
Bari, 1 settembre 2013
Antonio Milella






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