sabato 16 agosto 2014

I marò sono innocenti, ma anche Renzi dopo Monti e Letta fa finta di niente...


16 agosto 2014, giorno di sequestro 909

Un altro giorno è passato, la cifra della vergogna aumenta inesorabilmente, appare incredibile come questa vicenda si stia trasformando in una odissea infinita per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, anche oggi noi diciamo stop a questa farsa, si perchè questa è una farsa, ora vi è il terzo governo a far finta di occuparsene, ma sappiamo benissimo che sono solo bugie quelle che ci  vengono propinate col contagocce da questo esecutivo, si continua sulla linea del prof Monti e De Mistura e degli Effimeri Letta e Bonino, ovvero l' abbandono totale dei nostri Fucilieri, ma noi non ci spaventiamo a raccontare quello che sta succedendo, anche oggi racconteremo tutto sulle bugie indiane e sui tradimenti Italiani...


In questi 909 giorni abbiamo visto come nonostante la testimonianza dell' innocenza dei Fucilieri di Marina  raccontata da chi su quella nave c' era nel febbraio 2012, e sopratutto di come da 909 giorni gli indiani non hanno uno straccio di prova a favore, i media nazionali abbiano taciuto su questa farsa, come sempre da noi il giornalismo d' inchiesta non esiste, e quindi ancora una volta siamo noi a raccontare i fatti non per testardaggine, ma solo per amore della verità...



La testimonianza del Com. Noviello :




Da ascoltare questa intervista allo stesso Di Stefano del 17 aprile 2012 :




Una perizia inequivocabile di Luigi Di Stefano, già perito di parte civile  nel caso " Ustica " da cui ne estrapoliamo la conclusione e forniamo il link completo della stessa, un documento che chiunque può leggere e valutare da se :



Abbiamo visto che le iniziali "certezze" delle autorità indiane sulla colpevolezza dei due militari italiani si sono sgretolate non appena sono emersi elementi di conoscenza sia indiziari che probatori sulla vicenda.
Per cui l'impianto accusatorio è viziato da:
  1. indagini omissive verso altri potenziali colpevoli;
  2. distruzione dei reperti giudiziari;
  3. negata ammissione dei Consulenti Tecnici della difesa;
  4. secretazione degli atti processuali dopo l'incriminazione formale;
  5. grave indizio di costruzione di false prove a carico;
  6. omissione di elementi a difesa;
  7. completa inattendibilità dei testimoni a carico;
  8. costruzione di falso scenario da parte della Guardia Costiera.
Ce ne è abbastanza per invalidare qualsiasi accusa e arrivare al proscioglimento dei due accusati.
Il sottoscritto non può che invocare la "ragionevolezza", le regole del processo penale sono identiche in tutto il mondo, e dovunque i processi e le condanne si fanno con le prove esibite dall'accusa. E in questo caso siamo molto ma molto lontani.
Roma li 21 marzo 2014


Da questo collegamento è possibile visionare (http://www.seeninside.net/piracy/it-down.htm) tutto il materiale realizzato dall'inizio della vicenda (documenti, slide video).


Interessante è anche questo articolo in cui viene intervistato lo stesso Luigi Di Stefano, lo proponiamo qui interamente e subito dopo ascolteremo lo sfogo di Salvatore Girone avvenuto in un collegamento in diretta da Delhi lo scorso 2 giugno, sono contributi che rafforzano i legittimi dubbi che chi come noi sta seguendo queta farsa dai primi giorni non può fare a meno di porsi, ovvero vi è la volontà di tutelare i nostri soldati... oppure si pensa solo al business ? ai lettori il compito di rispondere a questo interrogativo, e inoltre forniamo due link a articoli da noi pubblicati su questo blog, uno è la sintesi del lavoro di Luigi Di Stefano, l' altro è una cronaca dei rapporti commerciali nel comparto difesa in cui l' india è molto larga di manica...





Marò, parla il perito Di Stefano: “Gli indiani sanno che sono innocenti. Renzi tace? Per l’Ilva e altro…”

“Gli indiani? Sanno bene che i marò sono innocenti. E se Renzi non parla è perché deve salvaguardare degli interessi”. Luigi Di Stefano, già perito nel caso Ustica e autore di uno studio indipendente sulla vicenda di Latorre e Girone, commenta così l’ennesimo rinvio al 14 ottobre del processo per i due fucilieri di marina.
Di Stefano, come commentare questa decisione della corte indiana?
«Se ho contato bene si tratta del 32esimo rinvio. La situazione è quella che è, direi che siamo di fronte a una completa farsa. Va sottolineato che non stiamo rimandando un processo, perché il processo neanche siamo riusciti a iniziarlo. E infatti non è ancora stato depositato un capo d’accusa. È chiaro che c’è carenza di prove».
Quindi, secondo lei, con questi continui rinvii l’India sta solo cercando di prendere tempo per raccogliere le prove?
«Ormai le prove non le raccoglieranno più. Fin dal principio l’India ha tutto quel di cui ha bisogno: le vittime e le armi da cui secondo loro è partito il fuoco che le ha uccise. Hanno tutto, quindi. Eppure già 15 giorni dopo i fatti, l’India non ammetteva i periti balistici nominati dalla difesa. È una cosa strana, se fossero stati certi delle prove che avevano non c’era motivo di agire così. Per me è tutto molto semplice: gli indiani sono consapevoli che Girone e Latorre sono innocenti».
Intanto Renzi non dà segni di vita, sull’argomento…
«Dunque, facciamo un passo indietro. Il governo Monti non ha fatto nulla per salvaguardare determinati interessi economici. Il governo Letta si è distinto per aver agito come se la questione non esistesse. L’inerzia del governo Renzi, secondo me, si spiega con la questione Ilva».
Qual è il nesso, scusi?
«Il gruppo franco-indiano ArcelorMittal è interessato all’Ilva. Servono quasi due miliardi di euro per bonificare l’area. Il governo è convinto di aver trovato il pollo indiano da spennare, ma poi si scopre che il pollo forse non è così pollo e sta per abbandonare l’affare. Da qui il continuo ritornello: “Non indispettire gli indiani” con cui ci hanno ammorbato fin dall’inizio di questa storia, anche informalmente. Non dobbiamo indispettire gli indiani perché ci sono troppi interessi in ballo. Renzi, poi, aveva promesso di ricorrere a un arbitrato internazionale, ma ovviamente queste belle parole sono sfociate nel nulla».
Lei è stato perito nel caso Ustica. Trova somiglianze?
«Sì, ma c’è anche una grande differenza. Gli ostacoli alla ricerca della verità, nel caso Ustica, venivano da grandi dinamiche geostrategiche. C’era Gheddafi, c’era la Guerra fredda. Qui stiamo compiacendo solo qualche azienda privata».
Nel frattempo c’è stata una forte protesta del Capitano di fregata Antonio Colombo, rappresentante del Cocer della Marina Militare. C’è malessere, negli ambienti militari?
«Altroché! Il malessere c’è e io lo so bene, ho partecipato a tutte le manifestazioni sulla vicenda, con varie associazioni d’arma. La situazione è esasperante e frustrante».

Ricatto indiano ? profilo basso sui Marò, alto sulle commesse miliardarie in india...


Continuiamo a porci domande da 904 giorni sul sequestro dei Fucilieri di Marina Latorre e Girone, ma sopratutto del perchè il consiglio dei ministri del governo Monti decise di riconsegnarli all' india su pressioni dell' ex Ministro Passera, oggi affrontiamo un tema rimasto sempre ignorato dai media che contano, le forniture militari.

In Asia vi è una corsa agli armamenti in special modo nel campo navale, Giappone Cina e India stanno ampliando le rispettive flotte con enormi investimenti, addirittura il Giappone ha varato una porta elicotteri di oltre 240 metri di stazza ( denominata porta elicotteri, ma di fatto una portaerei vista la lunghezza del ponte ) viste le limitazioni imposte al Giappone dai trattati post II guerra mondiale.

La Cina , di fatto una potenza mondiale sta ampliando ulteriormente la propria flotta e anche l' India per non essere da meno sta investendo fior di Milioni di Dollari nella Marina Militare e addirittura ha in cantiere due portaerei, la Vikrant da 40.000 tonnellate e la Vishal da 65.000 tonnellate.

Forse, anzi non tutti sono al corrente che Fincantieri è impegnata nella fornitura dell' impianto di propulsione della Vikrant e Otomelara negli armamenti  della stessa, e guarda caso il tutto si svolge nei cantieri navali di Kochi...

E ancora meno si sa che il giorno prima ( 20 marzo 2013 ) che Latorre e Girone venissero rispediti in India vi fu l' annuncio da parte della rivista specializzata USA " Defense news " che la Marina Indiana aveva scelto i siluri pesanti " black shark " per equipaggiare i sottomarini di classe francese Scorpene, prodotti dalla Wass ( guarda caso gruppo Finmeccanica ) per una fornitura di 98 siluri al costo di 300.000.000 di euro e con la clausola che 78 di essi vengano realizzati direttamente in india su licenza dall' azienda di stato Bharat Dinamycs con trasferimento di tecnologie Italiane nel campo specifico.

Inoltre tra i due paesi vi è stato un intenso rapporto commerciale già dal 2008 con la consegna all' istituto oceanografico indiano della Sagar Nidhi da 5000 tonnellate, Fincantieri inoltre ha consegnato due navi rifornitrici di squadra da 27.500 tonnellate, la Shakti e la Deepak, queste ultime due hanno garantito un contratto di oltre 300 milioni di euro, a novembre 2011 vi è stato il contratto per sette fregate da 6.200 tonnellate della nuova classe P17A o Shivalik, contratto da 30 milioni di euro, tornando alla Vikrant e alla Vishal la Selex Sistem Integrati ( gruppo Finmeccanica ) fornirà i sistemi Radar RAN40L e i super segreti IFF ( servono per capire se navi o aerei in avvicinamento sono amici o nemici ) chiaramente anche questo contratto è multimilionario, la Selex ha fornito alle Fregate Indiane di classe Godavari e Bramhaputra sistemi elettronici importanti. 

Si capisce chiaramente dopo che gli ultimi tre ministri della Difesa Di Paola, Mauro e Pinotti hanno annunciato spending rewiew per il nostro esercito come queste commesse facciano gola alle nostre industrie degli armamenti, e oltre alla Marina Militare vi sono commesse e gare d' appalto anche da parte dell' Esercito Indiano che è bene ricordarlo è sempre in stato di incremento degli armamenti a causa delle tensioni tra India e Pakistan in corso da diversi decenni e anche se non sono mai sfociati in guerra dichiarata spingono i due paesi a dotarsi di armamenti sempre più evoluti come vedremo nei contributi video.



Andiamo ora ad interessarci delle armi per l' esercito, nel 2011 la Beretta ha siglato un contratto per la fornitura di 34.500 esemplari della MX4 STORM , un fucile d' assalto 9 mm che rappresenta l' evoluzione di quanto prodotto dall' azienda Bresciana, un vero gioiello per gli esperti del settore, se poi consideriamo che la Beretta ha un piano di investimenti nel triennio 2015/17 per 140 milioni di euro, si capisce bene quanto conti un mercato importante come quello indiano,  
«Negli ultimi tre anni abbiamo rivoluzionato la fabbrica di Gardone e adesso costruiremo la nuova a Gallatin, Tennessee», spiega Franco Gussalli Beretta, vice presidente e amministratore delegato di Fabbrica d’armi Pietro Beretta. «Finora Beretta Usa costruiva 100 mila pezzi, in particolare pistole small frame e large frame, ma nei prossimi anni contiamo di passare a 500 mila pezzi, anche di altre categorie. Ci hanno messo tanto a creare un reparto ricerca e sviluppo anche là, ma adesso è in grado di funzionare al meglio»

 dichiarazioni  tratte da
 http://www.armietiro.it/i-tanti-investimenti-di-beretta-armi-5893

Ricordiamo anche che la Beretta è stata una delle poche aziende a partecipare a Nuova Delhi al salone militare Defexpo 2014, tenutosi dal 6 al 9 febbraio, partecipazione negata a Finmeccanica per il caso degli elicotteri Agusta-Westland di cui tanto si è discusso ma che di fronte al giro di affari miliardario rappresentano una cifra irrisoria, e non sappiamo ancora come si son svolte le prove di tiro da parte dell' esercito indiano a maggio per la fornitura di 66.000 fucili d' assalto in cui vi sono 4 concorrenti tra cui appunto la Beretta, commessa del valore di oltre 230 milioni di euro.

Per concludere ricordiamo che dal 2008 al 2012 i governi italiani hanno autorizzato esportazioni di forniture militari verso l' india per un importo complessivo di circa  945 milioni di euro... 

Quindi a questo punto vorremmo sapere cosa si son detti Renzi e Modi nel colloquio telefonico odierno e sopratutto quali sono stati gli ordini di cui ha parlato Girone nella famigerata diretta del 2 Giugno U.S. e sopratutto da chi sono stati dati...

Fonte : http://veraitalia.blogspot.com/2014/08/ricatto-indiano-profilo-basso-sui-maro.html?spref=fb





2 commenti:

  1. Monti aveva ben poco da decidere, essendo venuti in licenza col preciso impegno a tornare in India. O era una promessa da marinaio?

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  2. Peccato solo che la costituzione italiana ed europa impediscono di estradare chiunque in un paese dove vige la pena di morte.

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