domenica 24 agosto 2014

“la civiltà si unisce innanzitutto contro. Contro ciò che la distrugge”. Ci vogliono distruggere. Ricordiamoci di essere una civiltà.


Dedicato a chi ci ha imposto Mare Nostrum, a chi vuol far crederci che esistano i " portatori di valori " tanto cari alla Boldrini, a chi da straniera in casa nostra ci definisce " meticci " a tutti i paci-finti e a chi ancora continua a dormire mentre l' invasione della nostra Patria si sta compiendo !



Quando un anno fa gli islamisti di Al Shaabab fecero 60 morti in un centro commerciale di Nairobi, non molti si soffermarono sul fatto che del commando di 17 terroristi, 11 erano di provenienza occidentale (Usa, Inghilterra, Svezia, Finlandia, Canada).
Perché la natura del nuovo jihadismo che raccoglie combattenti per l’Iraq ma anche per la Siria e per la Libia e che ormai rischia di dilagare sul Mediterraneo (grazie agli errori colpevoli dell’Europa e degli Usa), ha una natura diversa da quella che l’Occidente si ostina a voler vedere per viltà e stupidità. Con buona pace dei politici irresponsabili, degli intellettuali arcobaleno, degli ipocriti dell’umanitarismo ideologico, questo male si sta sviluppando nel cuore dell’Europa; è un nemico che nasce dentro di noi, nelle pieghe di quella libertà di cui noi tutti in Occidente ci facciamo vanto e che rischia ora di diventare il nostro suicidio.
È vero, quello in atto non è uno scontro tra civiltà: è peggio. È lo scontro tra una civiltà (la nostra) e una non civiltà (l’ideologia jihadista); tra ciò che, con molte contraddizioni e qualche stortura, produce libertà, benessere, cultura, diritti umani e ciò che prova a distruggerlo.
Quando qualche anno fa Oriana Fallaci sviluppò il concetto di Eurabia per definire l’orizzonte di fine della nostra civiltà, allora l’Occidente liberal, gli intellettuali ipocriti, i politici vigliacchi e spudoratamente inetti la accusarono di razzismo, ma lei, profetica e incompresa, aveva intuito il male del nostro tempo. Lo scontro in atto non si gioca solo in Iraq, in Afghanistan, in Medio Oriente, nel Maghreb, ma qui a casa nostra. Qui da noi affonda le sue ragioni in un terreno paludoso fatto di stanchezza psicologica, crisi demografica, immigrazione incontrollata, multiculturalismo fallito, perdita d’identità storica e culturale, aggressività di una religione da sempre incline alla sopraffazione e ostile alla modernità. Ci stiamo scontrando con noi stessi, con la follia di un islam che sta crescendo in casa nostra.
L’Occidente si sta decapitando da solo. Se non prenderà coscienza che questa è una guerra che non può essere combattuta con la retorica del multiculturalismo, presto la sua testa rotolerà.
André Glucksmann, uno dei pochi intellettuali liberi che ancora abita la nostra cultura, scrisse che “la civiltà si unisce innanzitutto contro. Contro ciò che la distrugge”. Ci vogliono distruggere. Ricordiamoci di essere una civiltà. Svegliati Occidente!

fonte : https://www.facebook.com/giovannidettogianni.barbata?fref=nf

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