venerdì 28 marzo 2014

I due Marò, la corte suprema rinvia e i media nostrani prendono per il culo gli Italiani


28 marzo 2014, la presa per i fondelli continua...


Questa mattina nel paese delle caste col turbante è andata in scena l' ennesima farsa, la corte suprema come era facilmente prevedibile ha rinviato di altre 4 settimane la decisione sul ricorso dei fucilieri, i media come sempre iniziano a produrre toni trionfalistici sulla vicenda per favorire le caste nostrane, la previsione è che se si sceglie di lasciar fare al palleggio e scambio di decisioni tra magistratura e politica indiana si rischia di arrivare ben oltre le elezioni indiane, ovvero allungare ulteriormente il sequestro dei due Fucilieri Latorre e Girone che ormai tende  inesorabile verso gli 800 giorni, una cifra spaventosa per due innocenti trattenuti arbitrariamente e con la complicità del Sen. Monti che ricordiamo è il principale responsabile di questa scellerata vicenda, perchè non si apre una commissione d' inchiesta sul professore bocconiano ? questo sarebbe l' atto dovuto verso il popolo sovrano, non i tentativi di disinformazione per presentare la tosse di una pulce per una grande vittoria della nostra politica da sfruttare per fini politici in previsione delle prossime elezioni, a tal proposito sottopongo all' attenzione dei lettori due interessanti scritti a firma del Dottor Alfredo D' Ecclesia e Del Gen. Termentini, FREE ITALIAN MARINES NOW !


ROMA, 28 MAR - "Il diritto internazionale sancisce
che i due Maro' siano giudicati in Italia sia perche' la nave
italiana era in acque internazionali sia perche' essi godevano di
immunita' funzionale. Giunti in Italia dovevano rimanervi. Perche'
Monti non ha chiesto di mettere in atto la clausola
costituzionale come nel caso del cittadino italiano Pietro
Venezia condannato negli Stati Uniti poi fuggito e una volta
arrivato in Italia l'allora governo Dini non ha concesso
l'estradizione perche' in contrasto con i nostri principi
costituzionali?". Lo affermano i senatori Luis Alberto Orellana
e Lorenzo Battista di M5S riferendosi al rientro dei due maro' in
Italia nel 2012 e nel 2013.
Il divieto della pena di morte, ricordano Orellana e Battista
"e' un principio che contraddistingue la civilta' giuridica del
nostro Paese. E che non puo' essere mai messo in discussione. Per
questo la Corte Costituzionale disse 'no' all' estradizione
negli Stati Uniti di Pietro Venezia. I giudici della consulta,
con la sentenza numero 223 redatta da Francesco Guizzi e
depositata il 27 giugno 1996, hanno dichiarato l'
incostituzionalita' della norma generale sulla concessione dell'
estradizione verso paesi che applicano la pena di morte, dunque
anche l'India''. Prendendo in esame il caso, ribadiscono infine
i due parlamentari ''la Corte giudico' inadeguato tale
meccanismo rispetto al bene essenziale della vita, primo tra
tutti i diritti inviolabili dell' uomo, riconosciuto dall'
articolo 2 della carta costituzionale. E dunque in nessun caso e
per nessun tipo di reato e' ammesso il concorso dello Stato
italiano all' irrogazione o all' esecuzione della pena capitale.
Monti, la Procura di Roma che ha aperto un fascicolo lo sapevano
? E, se ne erano al corrente, perche' non hanno applicato il
principio della nostra Carta Costituzionale ma anche la stessa
sentenza del '96?".
fonte : http://alfredodecclesia.blogspot.com/2014/03/maroperche-monti-li-ha-rimandati-in.html?spref=fb




Notizia di prima mattina, la Corte Suprema indiana ha  accolto il ricorso di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone contro la decisione di affidare le indagini alla NIA, il processo è stato sospeso e la prossima udienza si terrà tra quattro settimane

Sicuramente un segnale positivo dopo l’improvvisa accelerazione del Governo Renzi che, accompagnato dalla determinazione di alcuni parlamentari, ha iniziato da subito ad esercitare pressioni internazionali, dopo mesi di completa accondiscendenza italiana nei confronti dell’India.  

Un Esecutivo presieduto dal Senatore Monti che aveva deciso di delegare all’India ogni diritto nei confronti dei due militari anche a fronte di assicurazioni indiane irrilevanti come ben sancito dalla Suprema Corte italiana in tema di “pena di morte”.

Un esitante approccio del Governo Letta quando il Vice Ministro agli Affari Esteri parlava di “regole di ingaggio” condivise con l’India. Lo stesso che oggi, invece, scopre improvvisamente che “il Governo lavora per internazionalizzare la crisi” e per il tramite di un’Agenzia Italpress ci dice, “La questione dei maro’ gli italiani la conoscono bene: e’ una ferita aperta. Il governo ha ribadito di non riconoscere la giurisdizione indiana su questo caso: a fianco di questa scelta, vi e’ la cornice di fondo su cui il governo ha lavorato in questi mesi, cioè Internazionalizzare la crisi”. Probabilmente il suo è un riferirsi temporale all’attuale Governo ed alle iniziative parlamentari in corso piuttosto che alla silente gestione dell’ex Ministro Bonino che per quanto dato da ricordare non aveva dimostrato la volontà di internazionalizzare il caso, piuttosto impegnata a prepararsi ad “aprire” i dossier relativi all caso.

Un inversione di tendenza quella del Vice Ministro degli Esteri che lascia ben sperare e che si auspica sia condivisa dal “machiavellico” dott. de Mistura che in questi mesi dovrebbe aver imparato che il suo approccio di rispetto molto prossimo alla sudditanza verso l’India non avrebbe portato a nulla ed avrebbe danneggiato invece i nostri Marò.

Siamo di fronte ad una decretazione importante in quanto si è riusciti a bloccare che la NIA depositasse i casi di accusa e quindi si procedesse contro i due Fucilieri di Marina con il rischio che fosse applicata la Sua Act.

Un anno è trascorso da quando i due Marò sono stati rinviati in India e riconsegnati  indebitamente alla giustizia indiana.  Il 22 marzo 2013 i due militari furono restituiti all’India ufficialmente per “onorare” un impegno sottoscritto dall’Ambasciatore italiano a Delhi ma di fatto, come si è potuto evincere da successive dichiarazione di quei giorni del Senatore Monti rilasciate in Parlamento, per difendere interessi economici non meglio definiti. Da quel momento ad oggi nulla di importante era avvenuto.

Con la decretazione odierna  si potrebbe aprire una nuova fase se l’attuale Esecutivo e tutti i parlamentari che hanno dimostrato interesse al caso, continueranno ad essere determinati nell’esercitare una costante e progressiva pressione internazionale affinchè ai due Fucilieri di Marina sia riconosciuta  l’Immunità funzionale e sia riconsegnato all’Italia il diritto di esercitare l’azione giudiziaria, anche per quanto sentenziato il 18 gennaio 2013 dalla Corte Suprema di Delhi sulla distanza della Enrica Lexie dalle coste indiane il  15 febbraio 2012.  
Fernando Termentini
fonte : http://www.lavalledeitempli.net/2014/03/28/maro-accolto-ricorso-contro-nia-processo-sospeso/

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