martedì 25 marzo 2014

Telenovela Grillo-Le Pen, l’Ue trema




Grillo in Basilicata per Succede Tour



PROVE D'INTESA

La leader del Front National cerca il comico, lui si tira indietro: no a intese. Ma il fronte anti-Europa è una realtà e si rafforza dalla Germania all’Ungheria


IL COMMENTO Un segnale da non sminuire di Antonio Tajani
CICLONE LE PEN L'euro e le critiche a Fini. Perché Marine piace tanto alla de


E se al di là delle apparenze Grillo e la Le Pen si avvicinassero dopo le elezioni europee? Se si costruisse quell’asse anti-Ue lanciato mesi fa dalla leader del Front National francese? Fino a poco tempo fa Beppe non ci avrebbe nemmeno pensato. Anche ora, dopo che Marine è tornata alla carica con un critico «Si limita a contestare ma non si assume la responsabilità, francamente non capisco l’odio di Grillo nei miei confronti: i nostri partiti sono d’accordo su molti temi, a partire dalla lotta contro l’euro», lui mostra i muscoli e cinguetta: «Nessuno odia Marine Le Pen. Ha però un’appartenza politica diversa dal M5S e per questo non sono possibili accordi. Rien d’autre. Adieu».
Pure nell’aprile dello scorso anno, quando la Le Pen ipotizzò di incontrare il comico genovese, dicendo che il suo staff stava aspettando «la telefonata di uno dei responsabili del Movimento 5 Stelle», Grillo smentì infastidito: «Nessuno dello staff ha mai avuto contatti con Marine Le Pen né intende averli». Inoltre nel libro scritto con Dario Fo e Gianroberto Casaleggio, il comico non ha avuto parole gentili nei confronti del Front National e degli altri partiti di destra europei: «In Francia c’è Le Pen, la destra razzista avanza in Finlandia e non parliamo dell’Ungheria, dove al governo c’è la destra conservatrice e la destra estrema alle ultime elezioni è diventata il terzo partito proponendo leggi contro gli ebrei». Beppe insisteva: «Non bisogna lasciare possibili spiragli a queste forze» e ribadiva: «Molti nostri avversari non capiscono che il MoVimento 5 Stelle è un argine democratico contro questi gruppi, se non ci fossimo noi avrebbero senz’altro più spazio».
Del resto, poco tempo prima, nel giugno del 2012, il comico non voleva apparire estremista nemmeno nei confronti dell’euro. Nel «comunicato politico numero cinquantuno», Grillo ha scritto: «Io non sono contrario all’euro in principio. Ho detto che bisogna valutare i pro e i contro e se è ancora fattibile mantenerlo. Chi oggi accusa il sottoscritto di anti-europeismo farebbe bene a guardarsi allo specchio e sputarsi in faccia». Alla fine il comico ha sposato una linea precisa: saranno gli italiani, a metà 2014, a decidere con un referendum se restare nella moneta unica.
Ma adesso le cose potrebbero cambiare. Le elezioni europee si avvicinano (25 maggio) e il fronte antieuropeista si salderà naturalmente. Non è un caso che nell’intervista tv che il comico ha rilasciato pochi giorni fa ad Enrico Mentana non abbia citato la Le Pen e non abbia chiuso a possibili intese post elettorali con altri partiti nell’europarlamento.
Al di là dei presupposti ideologici, i programmi del Front National e del «non partito» di Grillo e Casaleggio hanno delle somiglianze. Per prima cosa l’ostilità all’Europa dei banchieri («Il Fiscal compact è da stracciare» ripete il comico genovese), e la diffidenza nei confronti dell’euro, tanto che anche Marine Le Pen ha proposto un referendum per far scegliere ai francesi se mantenerlo o no. La leader del Front National condivide, inoltre, una «parziale rinazionalizzazione delle banche». E se la Le Pen ha approvato il rifiuto del MoVimento 5 Stelle di allearsi con i partiti italiani («I problemi non si possono risolvere con chi li ha creati» ha detto), tra la leader del Front National e i pentastellati restano alcune differenze. Sugli immigrati: il M5S è contrario al reato di immigrazione clandestina. Poi sul finanziamento pubblico ai partiti. Per il MoVimento i rimborsi elettorali vanno cancellati il prima possibile. Invece la Le Pen è favorevole. Prospettive diverse che, tuttavia, non dovrebbero essere un ostacolo a un avvicinamento tra il MoVimento e gli altri partiti anti-europeisti. In Belgio «Interesse Fiammingo» vorrebbe l’indipendenza delle Fiandre e l’uscita dall’Ue, in Austria «Team Stronach», partito fondato due anni fa dall’uomo d’affari Frank Stronach, punta al ritorno dello scellino, in Germania il movimento del professore di Economia Bernd Lucke, «Alternative für Deutschland», vuole seppellire l’euro e riprendere il marco (ha avuto quasi il 5% alle ultime elezioni tedesche mentre i Piraten arretrano). In Inghilterra United Kingdom Indipendence Party di Nigel Farage, che ha già tredici parlamentari a Bruxelles, vuole uscire dalla Ue, in Olanda cresce il Partij voor de Vrijheid di Geert Wilders, in Finlandia conquista ancora consensi il movimento «Veri Finlandesi» di Timo Soini, che alle ultime elezioni politiche, nel 2011, ha avuto il 19%. In Spagna si rivedono gli «Indignados». In Ungheria il movimento di estrema destra Jobbik, guidato da Gabor Vona, che alle Politiche di quattro anni fa ha raggiunto quasi il 17 cento. Molte di queste forze si ritroveranno a Bruxelles. Il MoVimento 5 Stelle si confronterà con loro. Scoccherà la scintilla?
Alberto Di Majo- 25/03/2014 06:07
fonte: http://www.iltempo.it/politica 
 

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