martedì 4 febbraio 2014

Italia, India, elicotteri, tangenti e i due Marò, un racconto....di fantasia ?



4 Febbraio 2014

Oggi proviamo a usare la fantasia ( anche se a volte la realtà supera qualsiasi fantasia ) per decifrare i perchè di una situazione assurda che si protrae da due anni e che solo ora ha cambiato marcia con un evidente impegno ( a parole ) del governo Italiano.



C' ERA UNA VOLTA IN INDIA  (un racconto di fantasia... ma non cosi' impossibile... )

C' era una volta una nazione governata da una regina straniera in cui alcuni dei marajà che li vi erano nati volevano comandare, ma il grande dilemma dei marajà ribelli era solo uno : 
come facciamo a cacciare la regina straniera ?

Invece i marajà che godevano dei favori della regina si ingrassavano partecipando ai suoi lauti banchetti e invece si dicevano tra loro " dobbiamo stare attenti a questi ribelli, specialmente ora che abbiamo avuto dagli amici della regina tanti soldi per aiutare un azienda invece di un altra " e " dobbiamo trovare qualcuno da accusare di qualcosa di molto cattivo per non far sapere i nostri peccatucci, chi si offre volontario ? "

la risposta a questa domanda la forni' un marajà che aveva tra i suoi sudditi tanti pescatori che a volte non tornavano a casa perchè andavano a pescare in una zona pericolosa, egli disse "dobbiamo fare in modo che il popolo venga distratto da qualche notizia importante, troviamoci due ladri da colpevolizzare"  perchè lui sapeva che i marajà vicini alla regina avevano accettato tanti soldi per comprare degli elicotteri  e aiutato da un marajà più importante organizzò il tutto, accadde che una barca di pescatori venne fatta oggetto di una sparatoria e lui approfittò di due pescatori morti per sequestrare e accusare due soldati della nazione la cui ditta aveva dato tutti i soldini ai marajà amici della regina  facendo capire ai governanti di questa nazione che se stavano zitti su questa corruzione e sacrificavano i loro due soldati l' affare sarebbe andato avanti con vantaggi per tutti.

Il professore che comandava l' altra nazione si disse d' accordo, loro avrebbero cercato di tacere su questi soldini regalati agli amici della regina, avrebbero sacrificato i due soldati facendoli condannare, si parlò in gran segreto con il comandante dei due soldati e gli promise in cambio tanti vantaggi, un bell' ufficio in quell' azienda degli elicotteri e tanti soldini per chi avrebbe aiutato a coprire questo inganno, il comandante si disse d' accordo, due soldati in più o in meno non cambiano il nostro esercito, ma i soldini ci fanno diventare ancora più ricchi di quello che siamo, anche il consigliere speciale del professore si disse d' accordo, ma aggiunse facciamo in modo che il nostro popolo creda a questa accusa, mandiamo a parlare con gli amici della regina uno che possiamo usare perchè a lui non importa dei soldati, e cosi' venne fatto....

nel frattempo un ministro buono che aveva a cuore i due soldati riusci' a farli venire a casa con una scusa, di fronte alla sua coscienza prese una decisione da solo, egli cercò di farli tornare a casa andando in TV  e dicendo " i nostri soldati restano a casa " grande confusione tra gli amici del professore," ma come facciamo ora ? riuniamoci e discutiamone ", dopo una riunione in fretta e furia si giunse a una decisione, rimandarono i due soldati dai marajà dicendo agli stessi " l' affare va avanti ! " e dissero al ministro buono, tu non puoi fare come ti pare, i soldi sono più importanti di due soldati.

Nel frattempo nel paese dei balocchi tutto taceva su questo fatto anzi, i due soldati venivano chiamati assassini anche se loro non avevano ucciso nessuno, tutti quelli che avevano visto cosa era successo lo sapevano, ma a tutti fu impedito di dire la verità...

Poi come per incanto successe che i parenti, gli amici e le persone che non accettavano questa ingiustizia si misero a lottare per i due soldati e con tanti sforzi riuscirono a dimostrare la verità, loro erano innocenti. Anche i giudici che nel frattempo stavano indagando su questi soldini dati dall' azienda agli amici della regina lo dissero a tutto il mondo, anzi fecero vedere una lettera con i nomi e i cognomi di chi aveva preso i soldini e sorpresa... erano tutti i marajà amici della regina, la regina cadde con tutti i marajà, il popolo elesse un nuovo re scelto tra i marajà ribelli, e i due soldati furono mandati a casa con tante scuse da parte di quel popolo....

e vissero tutti felici e contenti....

PS anche il professore, il comandante e il consigliere furono accusati, riconosciuti colpevoli e cacciati da quel paese che per colpa loro si era impoverito !



Questo finora il racconto, di seguito un interessante articolo da leggere :


ELICOTTERI, MAZZETTE E MARÒ “LA TRATTATIVA ESISTE”

La pena di morte per i due marò? È un ricatto”. A sostenerlo è Subramanian Swamy, ex ministro al Commercio e alla Giustizia e uno dei colonnelli del principale partito di opposizione indiano, il Bjp. L’obiettivo del ricatto è chiaro: il governo indiano starebbe tentando di legare la sorte dei due marò al processo di Busto Arsizio, quello che vede imputati i vertici di Finmeccanica per una presunta tangente da 51 milioni di euro, soldi che sarebbero serviti a convincere Nuova Delhi ad acquistare una nuova flotta di elicotteri Augusta.
I destinatari della maxi mazzetta sarebbero le più alte sfere della politica indiana e il potente segretario di Sonia Gandhi, Ahmed Patel. Come raccontato dal Fatto due giorni fa, qualcuno nell’esecutivo indiano vorrebbe giocare entrambe le partite – marò e Finmeccanica – sullo stesso tavolo.
Un’ipotesi che non sorprende l’opposizione locale: “Già quando il governo italiano ha tentato di impedire il ritorno in India dei marò, qui di trattativa si è parlato molto”. Questi i termini: “gli italiani avrebbero lasciato Sonia Gandhi fuori dal caso Augusta in cambio della liberazione dei fucilieri”, aggiunge Swamy. In quell’occasione però una sollevazione popolare ha costretto il Partito del Congresso (quello di Gandhi, attualmente al governo) a tornare sui propri passi e a costringere l’allora ministro degli Esteri Terzi a restituire i militari. Dopo quello che è successo un anno fa, “il governo sa che deve fare attenzione”, aggiunge Swamy.

La cautela è venuta meno il 10 gennaio: mentre la stampa indiana raccontava del coinvolgimento di Patel nel processo di Busto Arsizio, il ministro dell’Interno Sushilkumar Shinde ha cancellato due anni di rassicurazioni sul destino dei marò e ha minacciato il ricorso al “Sua Act”, la legislazione contro il terrorismo, che renderebbe possibile il ricorso alla pena capitale. “No, non è una coincidenza. È un ricatto”, attacca Swamy.
Anche sul coinvolgimento di Ahmed Patel tra i vertici Augusta e il governo indiano il leader del Bjp ha pochi dubbi. Il nome del plenipotenziario di Sonia Gandhi compare per esteso in una lettera e, con le sole iniziali AP, in una nota (in possesso della procura di Busto) dove sono elencati i pagamenti illeciti alle controparti indiane.
ORA SWAMY vuole portare i documenti, pubblicati in Italia da il Fatto e in India dal-l’Indian Express, al Cbi, la commissione indiana che si sta occupando della super-mazzetta: “Se non chiameranno Sonia Gandhi a riferire, mi rivolgerò alla magistratura ordinaria” .
Nonostante i bellicosi segnali da parte del ministero dell’Interno, non è affatto scontato che il governo di Delhi abbia la forza sufficiente per determinare le sorti dei due militari , in un senso o nell’altro. In primavera sono previste nuove elezioni e gli exit poll danno il partito di Gandhi e del premier Manmohan Singh dietro al Pjb. E la vittoria dell’opposizione potrebbe non essere una buona notizia per i due fucilieri. Uno snodo importante è previsto per domani, quando la Corte Suprema di Nuova Delhi dovrebbe esprimersi sulla possibilità di utilizzare la legge anti-terrorismo per incriminare Latorre e Girone. Il ministro degli Esteri, Emma Bonino, ostenta ottimismo e ieri, dalla conferenza di Monaco, si è detta sicura che il Sua Act (che prevede la pena di morte), “non si può applicare”.
La titolare della Farnesina ha anche ripreso le parole di Giorgio Napolitano, definendo “sconcertante” la gestione indiana del caso. A due anni dall’arresto infatti non è stato definito nemmeno il capo d’imputazione e le indagini devono ancora concludersi. “Non è normale per una vicenda di questo tipo”, aggiunge Swamy. Il portavoce del ministero degli Esteri di Delhi però rimanda al mittente le accuse italiane: “Questo non è un caso normale. E dovreste ricordarvi che è stato il vostro governo a bloccare il processo. In ogni caso, presto si arriverà a una svolta”.




fonte : http://veraitalia.blogspot.com/2014/02/elicotteri-mazzette-e-maro-la.html?spref=fb



NON GIOCATE A FARE GLI INDIANI, LIBERATE I FUCILIERI ITALIANI  !


La " Vera Italia " non lascia nessuno indietro, noi  " andiamo avanti "




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