giovedì 6 febbraio 2014

Marò: più dei nastrini gialli poté l’esclusione di Finmeccanica da India Defexpo 2014

di Paola Casoli

La dichiarazione del ministro della Difesa Mario Mauro sul boicottaggio italiano delle missioni antipirateria fino alla positiva risoluzione del caso dei marò, ancora inspiegabilmente detenuti in India, arriva magicamente alla vigilia del salone indiano sulla sicurezza Defexpo 2014, che apre i battenti proprio domani, 6 febbraio, a New Delhi, senza Finmeccanica e il suo gruppo tra gli espositori.
Un tempismo perfetto, quello del ministro. Sfasato giusto giusto di due anni, se vogliamo, dato che la vicenda dei marò ha avuto inizio proprio nel febbraio 2012.
A pensare male non si fa peccato. O si è giornalisti, e si ha l’opportunità di avere tutta la vicenda a portata di un file riassuntivo nel computer. A ben controllare, infatti, il ministro sta tirando fuori gli attributi in po’ in ritardo: due anni dopo l’inizio della vicenda! Quando ormai si è detto di tutto e di più sui media, nelle aule del potere, tra gli uffici dirigenziali di Finmeccanica e della Compagnia D’Amato, l’armatore della Enrica Lexie su cui si trovavano i due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre per difendere la petroliera dagli attacchi dei pirati.
Una dichiarazione simile fatta proprio alla vigilia del salone indiano sulla sicurezza che ha visto l’esclusione di Finmeccanica, addirittura dopo che aveva già pagato il conto per i suoi stand, è una coincidenza troppo puntuale per essere ignorata.
A pensare male si fa peccato? Allora pensiamo bene: la scelta dell’India di escludere il grosso gruppo industriale rappresenta lo sprone a uno sfoggio di virilità da parte dei nostri vertici. “La partecipazione italiana a future missioni antipirateria è legata alla positiva soluzione della vicenda giudiziaria dei due marò, che dovrà concludersi con il loro rientro a casa con onore”, ha detto il ministro della Difesa Mario Mauro  in audizione alle commissioni congiunte Esteri e Difesa di Camera e Senato.
Che sia la volta buona, insomma. Ormai di nastrini gialli se ne sono visti abbastanza. Per i vertici industriali e mediatici devono esserne stati ordinati a scatoloni interi. Tanti se ne sono visti scintillare sui baveri blu scuro d’ordinanza. Un vezzo, come la bandiera della Marina Militare sui musetti delle Ferrari al Gran Premio di Formula 1 in India nell’ottobre 2012. Un orpello inconcludente, battuto dieci a zero dall’orso che balla con i soldi!
Chissà se il ministro della Difesa indiano, AK Anthony, al momento dell’eliminazione di Finmeccanica da Defexpo 2014 avrà tuonato un tu-per-me-sei-fuori alla maniera del nostro Briatore televisivo di Apprentice. Magari indicando anche l’uscita e accompagnando il verdetto con un ampio gesto del braccio. Sì, fuori. Ma fuori dall’India i due marò!

fonte http://www.paolacasoli.com/2014/02/maro-piu-dei-nastrini-gialli-pote-l%E2%80%99esclusione-di-finmeccanica-da-india-defexpo-2014/

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