mercoledì 20 novembre 2013

Le bugie indiane, le complicità Italiane


Abbiamo uno scoop clamoroso, altro che Nostradamus, il vero veggente è stato il buon Collodi che col suo famoso "pinocchio" ci aveva raccontato tutto con largo anticipo, ed ecco come Gian Micalessin lo rendeva noto dalle colonne de "il Giornale.it " il 19 Aprile 2012, ma chissà perchè il tutto è passato inosservato e i media nazionali si sono affrettati a censurare anche questa notizia all' opinione pubblica.


Gli indiani la spacciano per la prova regina, la vendono come la pistola fumante capace d’inchio­dare i marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. In verità le ri­sultanze della perizia balistica passate ai giornali indiani e docu­mentate il 4 aprile dai servizi del TgUno e del TgDue sono un bana­lissimo falso. Un falso confezionato alteran­do i risultati di una perizia capace forse di scagionare i nostri due mi­litari. Una bufala data in pasto a giornali e televisioni per minare le certezze dei nostri diplomatici e convincere l’opinione pubblica indiana e italiana della colpevo­lezza dei nostri militari. A dimo­s­trarlo è l’ingegner Luigi De Stefa­no, un perito giudiziario 60enne famoso per aver cercato di far lu­ce sui misteri dell’ae­reo dell’Itavia abbattu­to nei cie­li di Usti­ca.
«Guar­dando il do­cumento mes­so in onda il 4 aprile dal Tg1 e dal Tg2 –spiega a Il Giornale il peri­to giudiziario – bal­za immediatamen­te agli occhi che si tratta di un documento chiara­mente contraffatto, realizzato con due macchine da scrivere di­verse. In quel documento notia­mo delle alterazioni evidenti. Ci sono delle cancellazioni, dei testi sottotraccia e dei timbri che non quadrano. Abbiamo davanti una perizia passata da più mani dopo la sua stesura originale e alterata per dimostrare conclusioni diver­se e­più favorevoli alla versione so­stenuta dalla parte indiana».
Andiamo con ordine. La ricerca dell’ingegner De Stefano parte dalle riprese televisive del docu­mento di 36 pagine trasmesso al magistrato di Kollam dal direttore del laboratorio di Thiruvanantha­puram, l’istituto dove si è svolta la perizia balistica sui proiettili tro­vati nello scafo del peschereccio e nei cadaveri dei due pescatori. Il documento è redatto usando non un computer, ma una vecchia macchina da scrivere meccanica. Una macchina antiquata maneg­giata da un dattilografo esperto che elenca minuziosamente i vari reperti andando a capo di volta in volta. Quando si arriva ai reperti 1.4 e 2.3. - ovvero quelli cruciali perchè relativi ai proiettili ritrova­ti sul peschereccio e nel cadavere del pescatore Valentine Jalestine - la meccanica precisione del datti­lografo scompare. Gli «a capo» non sono più allineati, sul foglio s’intravvede l’ombra di righe can­cellate, persino i caratteri appaio­no assolutamente diversi.
«Confrontando anche ad oc­chio nudo i numeri di protocollo e il nome del pescatore Mr. Ajeesh Pink- spiega il perito - appare evi­dente che sono stati aggiunti suc­cessivamente usando un’altra macchina da scrivere con caratte­ri diversi. Sono parti posticce ag­giunte dopo aver cancellato un te­sto preesistente. Il testo originale è ancora evidente sotto traccia sul lato sinistro del foglio».
Gli ingrandimenti delle righe ar­­tefatte, aggiunte in zone dove il te­sto originale è stato chiaramente cancellato o sbianchettato, fanno capire che la maldestra falsifica­zion­e serve a far sparire conclusio­ni diverse da quelle inserite.
Un al­tro elemento assai sospetto è il tim­bro rosato che appare sul fronte­spizio del documento e sembra convalidare ogni foglio della peri­zia. Sopra il punto 2.3, quello con il nome del pescatore Valentine Ja­­lestine, il timbro sembra aggiunto successivamente alle correzioni.
«Un perito - spiega De Stefano ­parte sempre dall’analisi dell’ori­ginalità di un documento. In que­sto caso mi sembra evidente che gli indiani hanno venduto prima ai propri giornalisti e poi al corri­spo­ndente della Rai una perizia al­terata in diversi punti cruciali. Par­tendo da queste premesse tutte le risultanze e le conclusioni appaio­no irrilevanti perché si tratta con molta probabilità di un falso».
Un falso che dimostra una volta di più come la vicenda dei due ma­rò sia solo una partita truccata e che ora gli indiani vorrebbero chiudere con una perizia fasulla.

Il novello pinocchio, il comandante del peschereccio Saint Anthony Freddy Bosco, eccolo qui in tutta la sua performance 



Mentre invece nessuno ha mai ascoltato, e sopratutto divulgato quello che aveva da dire il comandante in seconda della Enrica Lexie sul presunto Incidente...


Ed ancora dal lavoro di Luigi Di Stefano : 

- appena sceso dal peschereccio alle 23:15L del 15/2/2012 il Comandante-proprietario Mr. Freddy Bosco dichiara, di fronte a microfoni e telecamere e un poliziotto, che gli hanno sparato alle 9:30PM, quindi alle 21:30L e non alle 16:00L come dichiarerà successivamente per far coincidere il fatto con quello denunciato dalla Enrica Lexie.

Dallo stato di avanzamento del rigor mortis che si vede nelle vittime, nello stesso filmato, non possono essere morti di due ore prima, e quindi sono le 21:30L del giorno prima, il 14/2/2012.
In sostanza stava nello Stretto di Palk a pescare in acque proibite, non davanti la costa del Kerala.

- Il fatto delle "quattro navi sospette" chiamate per radio alle 18:30L. dalla Guardia Costiera indiana, chiamata a cui risponde solo la Enrica Lexie, è una pura invenzione.

La Kamome Victoria e la Ocean Breeze erano transitate in zona la mattina verso le 8/9, e alle 18:30 erano già oltre l'india, quasi nelle acque dello Sri Lanka.

La MS Giovanni alle 18:30 era si davanti al porto di Kochi, ma a circa 420 miglia nautiche (circa 800km) di distanza.

Ora questa circostanza appare quindi tutta da verificare, perchè è chiaro che la Guardia Costiera indiana abbia agito per "incastrare" la Lexie sapendo bene che era l'unica nave in zona, e probabilmente sapendo bene che alle 16:00L. aveva avuto l'episodio con l'imbarcazione in avvicinamento, che a questo punto non era il St. Antony.

Ho qualche sospetto su chi sia, ma va verificato analizzando le fotografie.

NOTA BENE: la traduzione delle dichiarazioni di Bosco l'ho fatta fare già tre volte sempre da persone di lingua madre Malayalam.

Due volte dal Malayalam all'inglese e una volta dal Malayalam all'italiano, e la risposta è sempre stata la stessa.

- When it was around 9.30PM, I heard a huge noise. - Quando era intorno 21:30, ho sentito un rumore enorme.

Ora sto facendo fare la perizia giurata Malayalam-Italiano da depositare in Tribunale.

Nello stesso filmato all'inizio, mentre scorrono le immagini di repertorio, la voce dello speaker dice che l'incidente è avvenuto intorno alle 5.

Ma Freddy Bosco dice alle 9:30PM. E il filmato è stato montato il 16/2 quando già si sapeva che in porto a Kochi c'era la Lexie.

E' bene chiarirlo perchè qualcuno, visto che la cosa scagiona completamente i due Marò, vorrà montarci la solita campagna di disinformazione ad uso dei propri lettori.

Questo il filmato (che ovviamente è stato salvato, etc. etc)
http://www.youtube.com/watch?v=Ya48kLyjyB4

http://www.seeninside.net/piracy/esposto4.pdf

Caso Marò – Alla luce delle nuove evidenze emerse nelle ultime settimane, ho aggiornato e integrato le slide raccolte nel file PDF che contiene l’esposizione sintetica dei risultati di questi mesi di lavoro diffusa lo scorso 30 giugno.

La nuova release del documento (55 slide) illustra e ripercorre l'intera vicenda evidenziandone incongruenze e zone d'ombra.

Potete scaricarla qui:
http://www.seeninside.net/piracy/sintesi.pdf

http://www.seeninside.net/piracy/sintesi.pdf

per approfondimenti:
Enrica Lexie: Analisi Tecnica
http://www.seeninside.net/piracy
di Luigi Di Stefano

fonte : https://www.facebook.com/Enrica.Lexie.maro.Latorre.Girone?ref=stream

se è vero che ci sono bugie indiane, ci sono complicità italiane, chi sarà il complice dei bugiardi ? il maggiordomo ?

La " Vera Italia " non lascia nessuno indietro !

Nessun commento:

Posta un commento