sabato 23 novembre 2013

Roma, corteo per i marò In tanti sfidano la pioggia al grido "Liberi subito"


A scandire il ritmo del corteo c'era la Fanfara degli Alpini, alla quale si sono uniti anche altri gruppi militari provenienti da svariate città d’Italia. A portare il proprio sostegno anche un folto gruppo di attivisti del centro sociale Casapound. Sotto il Campidoglio contestato il sindaco: "Marino cialtrone rimetti lo striscione"
Marcia di solidarietà per chiedere il rilascio dei marò a Roma (Ap/Lapresse)
Marcia di solidarietà per chiedere il rilascio dei marò a Roma (Ap/Lapresse)

Roma, 23 novembre 2013 - Sfidando la pioggia battente che bagna Roma ormai da due giorni, il corteo dedicato ai due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, è partito al grido “liberi subito” da piazza Bocca della verità diretto a piazza Santissimi Apostoli, passando sotto il Campidoglio.  A scandire il ritmo del corteo, la Fanfara degli Alpini, alla quale si sono uniti anche altrigruppi militari provenienti da svariate città d’Italia. A portare il proprio sostegno alla causa per la liberazione dei due marò, anche un folto gruppo di attivisti del centro sociale Casapound che, sventolando bandiere tricolore, inneggiano ai “marò liberi”.
SOTTO AL CAMPIDOGLIO CONTESTATO IL SINDACO - “Marino cialtrone rimetti lo striscione”. “Buffone! Buffone!” è lo slogan gridato dai manifestanti del corteo in favore dei marò al momento del passaggio sotto il Campidoglio. Dopo aver visto sfilare i vari gruppi militari che si sono uniti alla causa della manifestazione, i giovani del centro sociale CasaPound si sono fermati a propria volta sotto la scalinata che conduce al palazzo municipale e hanno gridato “io sto con i marò” e “liberi subito”. In prossimità dell’Altare della Patria è partito il canto dell’Inno nazionale.
LA MOGLIE DI GIRONE: A NATALE ANDIAMO LA' - “Speriamo di rivedere i nostri cari a Natale. Se non riusciranno a essere a Natale qui, andremo noi da loro”. Lo ha detto Vania, moglie del marò Salvatore Girone, al termine del corteo a Roma per la liberazione del marito e del collega Massimiliano Latorre, trattenuti in India. “Salvatore è sereno e forte - ha aggiunto - siamo pronti a supportare e a trasmettergli forza affinché si arrivi alla fine”. Visibilmente commossa, era presente anche la madre di Girone: “Sono contenta che siano tutti assieme a noi - ha detto - ma come mamma lo voglio a casa. Sono stanca”. “E’ bellissimo vedere quanta gente gremisce questa piazza - ha detto poi Paola, fidanzata di Latorre - Abbiamo impiegato tante energie, giorni e notti insonni davanti al pc o a fogli bianchi, per organizzarla. Non possiamo dimenticare, Massimiliano e Salvatore, il vostro sguardo quando la scorsa settimana parlavate con i vostri colleghi del vostro lavoro con un’enfasi che lasciava trasparire tanta passione per l’essere militari che non è solo indossare una divisa ma credere negli ideali. Per voi non vogliamo più una vita alla finestra - ha concluso - ma da protagonisti. Oggi siete con noi”.
ALEMANNO: NESSUNA CREDIBILITA' INTERNEAZIONALE PER L'ITALIA  - “Nessuna credibilità internazionale è pensabile per l’Italia finché il caso marò non sarà chiuso”. Così Gianni Alemanno, sul caso dei due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, nel corso della manifestazione organizzata a sostegno della loro liberazione. “Mi colpisce - ha proseguito Alemanno - l’assenza di tante personalità politiche e persone che si sono schierate, in questi mesi, a difesa dei marò. In realtà, è un dovere di tutti far sentire la nostra voce perché questo è uno scandalo che si cerca di far dimenticare ma che non si può dimenticare”.
AMMIRAGLIO PAGNOTTELLA  - “Questa non è una protesta, i militari non protestano ma obbediscono agli ordini e i nostri militari hanno obbedito agli ordini del legittimo Governo italiano. Per cui ai rappresentanti delle istituzioni possiamo dire solo ‘coraggio, avanti con le iniziative’ perché è impossibile che due soldati d’Italia siano prigionieri di un governo che non ha diritto di trattenerli”. Così l’ammiraglio Paolo Pagnottella, presidente dell’Associazione nazionale marinai d’Italia, nel suo intervento di chiusura della manifestazione.
MESSAGGIO DI GIRONE: MANTENGO ALTO L'ONORE  - “Ogni giorno che passa sento sempre di più il dovere di mantenere alto l’onore di un soldato italiano e della nostra nazione. Sono certo che nella nostra situazione qualsiasi soldato nel mondo e qualsiasi Paese lotterebbe per fare sì che vengano riconosciuti i diritti propri e internazionali e nel nostro caso anche la propria innocenza”.E’ quanto scriveSalvatore Girone, uno dei due marò trattenuti in India,nel messaggio letto da sua moglie Vania al termine del corteo che chiede la sua liberazione e di Latorre.

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