mercoledì 20 novembre 2013

Vicenda dei due Marò : la “secrety diplomacy” ormai è solo un retaggio della Farnesina

Il numerosissimo popolo di Facebook vicino a Massimiliano Latorre ed a Salvatore Girone non ha mai taciuto fin dal 18 febbraio 2012, anzi talvolta ha alzato anche la voce per far arrivare il disappunto ai livelli istituzionali più alti. Ora il silenzio comincia ad essere rotto anche da altre realtà italiane, quali Deputati e Senatori eletti dal popolo anche per  tutelare la sovranità e gli interessi nazionali e rappresentanti politici delle amministrazioni locali, prima fra tutti la Regione Lazio. 
 
MARO’: SANTORI, VENERDI IN AULA MOZIONE PER RICHIEDERE RIMPATRIO
 
(AGENPARL) - Roma, 20 nov - "E' fondamentale che il Consiglio Regionale si esprima in maniera decisa sulla vicenda dei nostri militari trattenuti ingiustamente in India anche e soprattutto per esprimere vicinanza ai familiari dei due Marò che sabato  manifesteranno a Roma. Proprio venerdì il Consiglio Regionale discuterà la mozione sui due marò volta a rappresentare al Governo
ed ai Ministri competenti l'assoluta necessità di non dimenticarli e di farsi garanti del rispetto della normativa internazionale ed ottenere quindi l'immediato rimpatrio dei nostri militari. Spero in un atteggiamento costruttivo
e non ideologico della maggioranza di centrosinistra, nel rispetto di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, delle loro famiglie e dei tanti italiani che attendono il loro ritorno", così annuncia in una nota Fabrizio
Santori, consigliere regionale del Lazio, primo firmatario della mozione, sottoscritta anche dai capigruppo Gramazio, Righini, Sbardella e Tarzia, che esprime la propria vicinanza ai due militari del San Marco trattenuti dalla
magistratura indiana, e a tutti i militari italiani impegnati all'estero, in particolare quelli impiegati in servizi delicati quali le missioni anti-pirateria.
 "Al di là del valore simbolico della richiesta contenuta nell'atto di esporre le gigantografie dei marò nei palazzi della Regione Lazio, vogliamo sottolineare l'esigenza di unire le forze politiche attorno a una questione che sta mettendo alla berlina la nostra classe dirigente di fronte al nostro popolo per  'ingiustizia che i due nostri militati stanno subendo da troppo tempo", così
conclude la nota di Fabrizio Santori, che ha annunciato la sua partecipazione alla manifestazione indetta dai familiari dei due marò per sabato 23 novembre a Roma.
 
MOZIONE: 
Oggetto: sostegno ai MARO' e sensibilizzare il Governo ad intensificare le trattative per il loro immediato rientro in Italia Il Consiglio Regionale del Lazio Premesso che: i due militari italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, appartenenti al battaglione San Marco sono ancora  trattenuti in stato di fermo dalla magistratura indiana, dal 15 febbraio 2012,  con l'accusa di omicidio;  tale iniziativa della magistratura indiana appare contrastante alle norme di diritto internazionale, sia per la dinamica dell'accaduto, avvenuto in
acque internazionali e su una nave di nazionalità italiana, sia per la natura giuridica dei militari che godono dell'immunità diplomatica.  Considerato che non è mai stata provata la loro colpevolezza e che le azioni poste in essere dall'India nei confronti dei due militari italiani non sono conformi ai trattati internazionali vigenti in materia;  sono numerose le incongruenze sulla ricostruzione dei fatti ed evidenti i fallimenti nelle relazioni politiche e diplomatiche che hanno caratterizzato, negli ultimi 20 mesi, i governi italiani; appare assolutamente necessario che il Governo italiano ponga in essere ogni iniziativa utile e risolutiva per giungere ad un immediato rilascio dei nostri militari, risolvendo prima e spiegando poi una situazione che con ragionevole probabilità poteva e doveva essere evitata, e per accertare, di concerto con le autorità indiane, la reale dinamica dell'accaduto;  Roma Capitale ha deciso la rimozione delle gigantografie dei due marò dal Campidoglio nonostante l'Assemblea Capitolina avesse approvato all'unanimità una mozione in data 12 marzo 2012 dove si rappresentava l'esigenza di sollecitare  il Governo ed i Ministeri competenti al fine di garantire il rispetto della normativa internazionale ed ottenere l'immediato rimpatrio dei nostri ragazzi. Esprime la propria vicinanza ai due militari del san Marco trattenuti dalla magistratura
indiana, e a tutti i militari italiani impegnati all'estero, in particolare quelli impiegati in servizi delicati quali le missioni anti-pirateria. Impegna il Presidente della Giunta Regionale  ad esporre le gigantografie dei due maro' sui palazzi della Regione Lazio, non solo come gesto simbolico e di solidarietà nei confronti dei due militari connazionali, ma anche per rappresentare
al Governo ed ai Ministeri competenti l'assoluta necessità di non dimenticarli e di farsi garanti del rispetto della normativa internazionale ed ottenere quindi l'immediato  rimpatrio dei nostri militari.”
 
Forse sarebbe auspicabile che anche la Farnesina getti la maschera della riservatezza e dia un segnale forte di volersi occupare della sorte di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non solo a parole ma con fatti concreti. Credo che tutti ormai siano stanchi di ascoltare solo dichiarazioni di intenti e frasi di circostanza o, peggio ancora, dichiarazione azzardate come “non è accertata l’innocenza dei due marò” negazione dello Stato di diritto come ci hanno insegnato essere l’Italia. 
 Non solo i Consigli Regionali devono mobilitarsi ma ci si aspetta che anche il Parlamento pretenda che la riservatezza improduttiva fino ad ora applicata sia cancellata per lasciare il posto alla più completa trasparenza dovuta ai cittadini da una democrazia moderna.  
 Kissinger applicò la “secret diplomacy” per riaprire i rapporti politici e commerciali con la Cina e riuscì nel suo intento, in Italia qualcuno pensa di mutuare l’approccio kissingeriano con il risultato che l’India cancella contratti milionari con l’Italia e trattiene indebitamente da 21 mesi due militari italiani riconsegnati a Delhi che per il reato a loro attribuito prevede la pena di morte. 
 Forse qualcosa è sbagliato e memori di un antico detto latino “errare humanum est, perseverare  diabolicum est” ci aspettiamo, ci auguriamo e forse abbiamo anche il diritto di pretendere un’immediata inversione di rotta. 
 
Fernando Termentini, 20 novembre 2013 - ore 19,00
 

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