venerdì 29 novembre 2013

Marò:E l’India fa all’Italia un bel servizio completo

"Il caso dei marò non ha le caratteristiche di un crimine punibile con la morte", ha dichiarato ieri all' Ansa, Syed Akbaruddin, il portavoce del ministero degli Esteri indiano. Subito la gentile Emma Bonino, ha fatto sapere al mondo(tramite Corriere della sera) che questo rischio della pena capitale «è già stato ufficialmente escluso».
 Staffan De Mistura, sulla pena di morte ha detto”inconcepibile e neppure da prendere in considerazione”. “Avevo già detto che la Nia poteva essere tentata di alzare il tiro, ma conta la posizione del giudice e delle autorità indiane. A quel punto abbiamo le nostre mosse e contromosse”.
Di ufficiale non c’è ancora niente,ma una cosa è certa l’Italia è continuamente umiliata,al di la se l’Italia sia un grande o un piccolo paese,al di la se l’Italia sia ben rappresentata,o non rappresentata,ma un punto è chiaro  Il governo presieduto da Letta ha sbagliato tutte le sue mosse,e riconoscendo la giurisdizione del caso indiano ha compiuto un atto incostituzionale.
Nella nota dell’Hindustan times si legge
“La NIA, che ha condotto l’istruttoria relativa ai due Marines italiani accusati dell’uccisione di due pescatori del Kerala, ha raccomandato che essi siano perseguiti secondo una normativa che preveda l’applicazione della pena capitale. Il rapporto della NIA inviato al MHA (ministero degli interni)  nonostante ripetute suppliche  inviate dal MEA (Ministero degli Esteri, ) per la considerazione di reati meno gravi. La NIA, il MEA ed il MHA hanno confermato che il rapporto è stato circolato tra gli interessati la tarda serata di martedì scorso .In precedenza, il ministro degli esteri Salman Khurshid aveva assicurato agli italiani  che i Marò non sarebbero stati accusati per reati che contemplano la pena di morte. Khurshid prese questo impegno quando i marines si rifiutavano di ritornare in India lo scorso febbraio. Il collegio di difesa di Latorre e Girone hanno ribadito che i loro rappresentati hanno sparato in acqua a presunti pirati e che non hanno mai sparato contro nessuno deliberatamente per colpire. Il cuore del furioso dibattito  nella fattispecie è rappresentato dalla legge approvata nel 2002 : “The Suppression of Unlawful Acts Against Safety of Maritime Navigation and Fixed Platforms on Continental Shelf” Act (SUA), denominata SUA 2002, la quale dispone di comminare la pena capitale a chiunque causi volutamente la morte di qualcuno in mare. Questo disposto è chiaramente riferito dalla lettera dell’Art. 3 commi (g) ed (i) che recitano molto crudamente che chi causa la morte di una persona va punito con la morte. Il MEA è impegnato a risolvere in qualche modo questo punto per non fare giudicare i Marò nell’ambito di questa (drastica e truculenta, ndr) normativa, anche per non violare l’impegno che si era assunto Khurshid che dovrebbe rappresentare una garanzia con piena sovranità. Ma la NIA ed il MHA la pensano diversamente e ritengono che il file istruttorio prodotto sia del tutto valido e che decidere la sorte dei marines è una prerogativa solo della Corte dell’India.
Il punto che dà da  pensare è l’estensione della Sua act ai limiti territoriali. Il diritto internazionale e marittimo stabiliscono a 12 miglia le acque territoriali e a 24 miglia quella di zona contigua,nella quale alcune funzioni  vengono conservate:arrivo e sbarco di clandestini,traffico di droga e di armi.
Anche gli indiani hanno ammesso che l’incidente è avvenuto a 20,5 miglia quindi fuori dalle acque territoriali e al di fuori dei casi che prevedono le prerogative pertinenti a uno Stato,a quanto pare la Nia ha esteso a 200 miglia la tutela dei propri interessi,aspettiamo sempre l’ufficialità,chiariamo.,queste sono le anteprime.
Ma ritornando a noi bisogna dire chiaramente che  chi ha fatto determinate scelte va denunciato,il non riconoscimento della giurisdizione dell’Italia da parte di questo governo è follia pura. La non richiesta di arbitrato internazionale e spocchiosamente dire e far dire sempre le stesse cavolate,dalla gentile Bonino e dal pugliesizzato(a mangiare)De Mistura.
Il prode Letta artefice e autore dell’intervento contro Terzi all’annuncio delle sue dimissioni,ha preso in giro tutti dichiarando della priorità del caso marò,e se non si riconosce ne la legge italiana,dove sono le procure? E ne la legge internazionale? Che cavolo fanno li,e che cavolo fanno i parlamentari e ancora non si sa chi ha dato gli ordini ,e ancora non si sa chi è il regista di questo incubo.
Dov’è il Capo delle forze armate? Dov’è la gentile Ministro degli esteri Bonino pronta a imbavagliare tutti  e a bannare tutti nella sua pagina,tutti quelli che chiedono dei marò Perché non hanno chiesto l’arbitrato internazionale ?
Secondo il gen.Fernando Termentini  “L'arbitrato internazionale è stato annunciato l’11 marzo 2013 con un’Agenzia AGI delle 17,51 dall’allora Sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura oggi Commissario di Governo per la vicenda dei due Marò. Da quel momento non se ne è parlato più ed il Ministro degli Esteri Emma Bonino che avrebbe dovuto attivarlo essendo subentrata alla Farnesina con il nuovo esecutivo non lo ha mai portato avanti o, almeno, come sua abitudine non ci ha informato. Il dott de Mistura invece ha dichiarato pubblicamente in occasione di un’intervista alla trasmissione telefonica Zapping che non è stato avviato perché sarebbero trascorsi anni. Motivazione non condivisibile in quanto sconfessata dal parere di illustri Accademici esperti di Diritto internazionale che ci dicono 60-90 giorni dalla formalizzazione”.
Ora l’intero paese si aspetta una cacciata a pedate del governo attuale ,a prescindere dai giochetti che continueranno con l’India e su questa base conviene rompere le relazioni diplomatiche ,è una questione di dignità,hanno ceduto la giurisdizione e invito tutti a leggersi e rileggersi le sante parole della gentile Bonino sulla risoluzione equa e rapida del caso.




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