martedì 19 novembre 2013

Niente di nuovo sul fronte indiano

Mentre continuano i pellegrinaggi indiani del prode imbonitore Staffan De Mistura tutto tace sul fronte indiano, nessuno ha creduto a quanto rivelato dal commissario straordinario italo/svedese nelle sua audizione al Senato, e inoltre l' ennesima delusione arriva dal silenzio/assenso del M.A.E. Bonino che dichiara di sperare ancora in una soluzione condivisa dai due governi strizzando l' occhio sempre ai rapporti commerciali con "un paese che non si può perdere", a tal proposito vogliamo rivolgere una domanda ben precisa a questi fini diplomatici e ministri, quando decideranno di mettere le cose in chiaro e smontare pezzo per pezzo le bugie indiane ?

a tal proposito un interessante contributo arriva da Luigi Di Stefano con le sue ricerche e perizie portate in TV solo da Toni Capuozzo e invece ignorate da tutti i restanti media :

http://www.youtube.com/watch?v=T85G0M_0U5c&feature=share

E anche un interessante articolo riguardo il " non dire, non fare " del M.A.E. Bonino :



La dottoressa Bonino, Ministro degli Affari Esteri italiano, continua a mantenere la massima riservatezza nella gestione della vicenda dei nostri Fucilieri di Marina Latorre e Girone, mutuando un approccio diplomatico in auge 40 anni orsono. La “secret diplomacy” adottata da  Kissinger per riaprire all’inizio degli anni ’70 i rapporti fra USA e la Repubblica popolare cinese  dopo 23 anni di completo isolamento.
 
Massimo riserbo la raccomandazione ricorrente con una conseguente assoluta chiusura del flusso informativo verso gli italiani,  negando finanche un minimo di trasparenza istituzionale, massima espressione di tutte le moderne democrazie.

Un silenzio improvvisamente rotto dalle vicende della settimana scorsa quando è stato annunciato che gli altri quattro militari presenti sulla Lexie il 15 febbraio 2012, sarebbero stati interrogati in Italia e non a Delhi. Una notizia  rimbalzata sulle maggiori agenzie di stampa e proposta come un successo della diplomazia italiana. In verità, un’altra sconfitta subita dall’Italia in quanto è stato concesso che 4 cittadini italiani, rappresentanti ufficiali dello Stato nel loro status di militari, fossero sentiti  dalla polizia di uno Stato estero in area extraterritoriale come quella di una Sede diplomatica ed in assenza di autorità italiane a loro  tutela.

Un ritorno di fiamma immediatamente soffocato dalla consueta coltre di silenzio rotta solo dalla ricorsività delle usuali parole di impegno e di speranza. Il 16 novembre a Milano Emma Bonino a margine del suo intervento alla conferenza 'Science for Peace' informa :  ''Adesso la procura di Delhi deve chiudere il fascicolo delle indagini, arrivare al capo d'imputazione e poi si apre il processo “. Il ministro precisa anche  ''Si va da una pressione all'altra'' e per questo si preannuncia un’altra missione a  Delhi di Staffan de Mistura, l'inviato del governo italiano incaricato di seguire una vicenda influenzata anche da forti pressioni dell’opinione pubblica indiana, sempre più attenta alle elezioni politiche del 2014  che vedono in ascesa la componente nazionalista.

Riservatezza che impedisce al Ministro di informarci anche a che prezzo si stia rinunciando ad un’incondizionata affermazione  della sovranità nazionale ed alla tutela di due militari italiani in ostaggio da 22 mesi, mentre da New Delhi ci informano sul prossimo varo della Marina Militare indiana di una nuova porta aerei, interamente realizzata ''in loco'' nei cantieri di Kochi (Kerala) con il supporto dell'italiana Fincantieri. Particolari di cui nessuno in Italia ha mai parlato e che potrebbero avere una stretta connessione con la gestione della vicenda dei due “Leoni del San Marco”.

Riserbo stretto ch impedisce anche alla Farnesina di commentare una notizia poco rassicurante con la quale  la NIA ci dice da Delhi che presenterà a breve  gli elementi di accusa avendo completato l’istruttoria  con l’interrogatorio degli altri 4 militari  e ufficializzerà ''presto'' i capi di imputazione contro i due Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.  Comunicazione che perviene dal  Times of India che scrive :  ''L'Agenzia Investigativa Nazionale (NIA) potrebbe definire  presto i capi di imputazione - spiega - ora che e' stato superato l'ultimo ostacolo che era quello di raccogliere la testimonianza dei quattro militari che erano a bordo della nave il 15 febbraio 2012''.  Un funzionario anonimo della NIA ha poi indicato che "si stanno consultando fonti legali per quanto riguarda i reati da elencare fra i capi di imputazione dopo di che sarà consegnato il rapporto finale" al giudice.
Il quotidiano sottolinea che la NIA sostiene di avere una  "robusta" istruttoria sul caso. "Abbiamo 50 testimonianze - dice la fonte - e ci sono abbastanza prove indiziarie e perizie forensi da rendere questo caso a tenuta stagna”.

Solo notizie locali come ormai è prassi corrente per lo specifico caso, per ora non smentite né dalla stampa nazionale né, tantomeno, dagli organi di informazione istituzionali. 

In Italia nessuno chiarisce  preferendo alla trasparenza la “secret diplomacy”, mentre potrebbe riaffacciarsi il rischio dello spettro della pena capitale prevista dall’ordinamento indiano. Evenienza sicuramente sottovalutata da chi ha deciso il 21 marzo u.s. di anteporre interessi economici alla tutela di due cittadini italiani. Scelte che in quel momento non sembra abbiano tenuto conto di quanto sentenziato a più riprese dalla Suprema Corte di Cassazione in tema di estradizione. In particolare per quanto attiene alla semplice garanzia formale della non applicazione della pena di morte, ritenuta atto insufficiente alla concessione dell’estradizione ed ancora che “ai fini della pronuncia favorevole all’estradizione , è richiesta documentata sussistenza e la valutazione di gravi indizi ……”.

Motivi di riservatezza ribaditi dal MAE anche per quanto attiene alla gestione della maggior parte degli atti che riguardano nello specifico la vicenda, raggruppati in un file protetto da un decreto interno il 604/1994. Diposizione ribadita dalla Responsabile della Farnesina che il 16 maggio u.s. ha rigettato una richiesta di chi scrive, presentata per ottenere una copia dell’assicurazione formale sottoscritta dall’Addetto di affari indiano a Roma  sulla non applicabilità della pena di morte nei confronti di Latorre e Girone. In quel’occasione il Ministro ha scritto “ In questo quadro devo informarLa, a seguito di accurate verifiche effettuate al riguardo, che non è possibile autorizzare l’accesso alla documentazione da Lei richiesta, ossia alla comunicazione inviata a questo Ministero dalle autorità indiane il 21 marzo scorso. Il documento, infatti, rientra in una delle categorie - quella dei carteggi scambiati dall’amministrazione con i rappresentanti degli Stati esteri in Italia ed esponenti dei Governi e delle amministrazioni degli Stati esteri - che il Decreto Ministeriale n. 604/1994 sottrae all’accesso, fra l’altro, “per motivi attinenti alla correttezza delle relazioni internazionali”.

Disposizione ministeriale che, per quanto noto, è stata almeno in parte disattesa in quanto uno stralcio del documento fu pubblicato dal settimanale Panorama.

Fernando Termentini, 18 nov. 2013 - ore 13,00

fonte : http://fernandotermentini.blogspot.it/2013/11/latorre-e-girone-la-riservatezza-della.html


interessante inoltre quanto rivela Stefano Tronconi nella sua pagina facebook sulle bugie indiane, ormai smascherate dai media locali e ben sottolineate dai cittadini indiani che iniziano a vederci chiaro sul "sistema" dei poteri locali :


NUOVO CLAMOROSO FALSO COME NEL CASO ENRICA LEXIE -
LE FORZE ARMATE INDIANE …..... SI RIPETONO

18 Novembre 2013

Stefano Tronconi

Quanto pubblichiamo oggi va letto più come un 'documentario' che come un nuovo articolo. Ma una nostra breve introduzione è comunque necessaria.

Alcune delle principali prove (certamente non le uniche) da noi portate a sostegno della ricostruzione degli eventi che scagionerebbero completamente Latorre e Girone dalle accuse di avere causato la morte di due pescatori indiani sono sicuramente quelle in base alle quali, sulla base dei documenti in nostro possesso, viene clamorosamente sconfessata la versione ufficiale dell'incidente che avrebbe coinvolto l'Enrica Lexie fornita dalla Guardia Costiera Indiana.
Ricordiamo che nella versione della Guardia Costiera Indiana, pubblicata anche sul proprio bollettino ufficiale del Giugno 2012, con un linguaggio propagandistico teso fino al limite del ridicolo a glorificare la forza e l'efficienza delle forze armate indiane, si dichiara che le navi militari indiane fossero già in azione alle ore 19.00 del 15 Febbraio 2012 per intercettare l'Enrica Lexie. Peccato sia ormai da mesi venuto alla luce, sempre sulla base dei documenti a nostra disposizione, che il messaggio inviato dalla Guardia Costiera Indiana all'Enrica Lexie con la richiesta di rientrare nel porto di Kochi porti l'orario delle 21.36 (cioè un orario di pochi minuti successivi a quello in cui il St.Anthony aveva avvisato a terra via radiotelefono dell'incidente appena occorso) e quindi la ricostruzione fatta dalla Guardia Costiera Indiana risulti di conseguenza inventata di sana pianta per fini oggi assai chiari (almeno a noi).

Ciò che vogliamo portare oggi all'attenzione di chi ci legge è il fatto che, per quanto incredibile possa sembrare, pare che sotto la guida del ministro della Difesa indiano Antony, le forze armate indiane ci stiano davvero prendendo gusto a falsificare i resoconti del loro operato con l'obiettivo di mettersi in buona luce agli occhi dell'opinione pubblica (forse rafforzate in questo loro modo di operare proprio dall'apparente successo ottenuto nel caso dell'Enrica Lexie).
Quanto accaduto nel caso che vede sequestrati in India Latorre e Girone sembra quindi non essere un'eccezione, ma un vero e proprio 'modus operandi' purtroppo adottato da alcuni settori dellle forze armate indiane.
Nel caso della Lexie, anche a causa della pavidità del governo e delle istituzioni italiane, le bugie della Guardia Costiera Indiana finora hanno purtroppo sostanzialmente retto. Nel caso che ci offre invece lo spunto per il documento di oggi, quello che in India va sotto il nome di 'Operazione Keran', le forze armate indiane sono state smascherate ed il loro imbarazzo è oggi sicuramente grande. Perfino l'abitualmente silenzioso primo ministro indiano MM Singh, ha dovuto (far finta di) manifestare la propria preoccupazione al ministro della difesa Antony per quanto è emerso.
In poche parole, nel corso dell' 'Operazione Keran' l'esercito indiano aveva comunicato di aver ingaggiato una violenta e lunga battaglia durata più giorni contro un gruppo di terroristi infiltratisi dal Pakistan all'interno della regione contestata dello Jammu e Kashmi,non solo respingendo alla fine con successo i terroristi, ma uccidendone, a detto dell'esercito, anche parecchi.
A differenza che nel caso che vede coinvolti Latorre e Girone, questa volta però i giornali indiani hanno fatto un buon lavoro denunciando che il resoconto dell'esercito era inventato di sana pianta.

Di fronte a tutto ciò la domanda che sorge a noi è però una sola: perchè l'inviato speciale De Mistura sembra non aver ancora preso atto di quanto abbiamo portato alla luce e del fatto che in India non sempre le cose si svolgano 'in maniera corretta e trasparente' come da lui più volte ripetuto? Non è abbondantemente giunta l'ora che anche De Mistura (e quindi l'intero governo italiano) si decida ad aprire gli occhi?

Noi non vogliamo di seguito riportare i dettagli della cosiddetta 'Operazione Keran', che immaginiamo a pochi interesserebbe.
Però pensiamo sia utile di seguito documentare come alcuni lettori indiani abbiano commentato l'intera vicenda in modo da aiutare chi ci legge a capire due cose:
1)il livello di degrado e corruzione politico-istituzionale in cui si sono sfortunatamente e loro malgrado trovati invischiati Latorre e Girone, degrado e corruzione di cui moltissimi cittadini indiani sono assolutamente consapevoli (un po' come avviene d'altra parte in Italia);
2)che l'India, almeno per quanto riguarda il livello di consapevolezza di una buona parte della sua popolazione, è oggi un paese vitale e democratico in cui non vanno ricercati accordi dietro-banco come l'Italia ha malauguratamente provato a fare fin dall'inizio della vicenda dei nostri Fucilieri con risultati disastrosi, ma è un paese in cui ci si deve comportare come in qualsiasi altro paese 'avanzato'. La giustizia va ricercata in primo luogo attraverso la ricerca della verità!

Ed ora, dopo questa introduzione più lunga di quanto inizialmente immaginato, passiamo alla parte che abbiamo definito 'documentario'. Tale documentario consiste nella riproposizione dei commenti di alcuni lettori indiani (ovviamente tradotti in italiano) che a nostro modo di vedere dovrebbero aiutare l'opinione pubblica italiana a meglio capire, nel bene e nel male, l'India di oggi.
Ovviamente riportiamo solo quei commenti che a nostro avviso possono applicarsi tanto al caso 'Keran' che al caso 'Lexie'. Per semplicità i commenti riproposti sono tutti ripresi da un unico articolo apparso sull'Hindustan Times, ma commenti simili sono apparsi a iosa su tutti i giornali indiani dove i commenti dei lettori non sono, come si usa qui in Italia, 'moderati' (che equivale ovviamente a dire 'censurati'), ma consentiti, in linea con la tradizione liberale anglo-sassone, senza l'imposizione di alcun filtro.

Vedrete che dopo aver letto i commenti, la domanda sorgerà naturale: visto che quanto accaduto sembra di fatto la riproposizione del film già visto con l'Enrica Lexie di cosa ha ancora bisogno il governo italiano per capire con che tipo di controparte ha a che fare ed agire quindi di conseguenza?

COMMENTI DI LETTORI DELL'HINDUSTAN TIMES PUBBLICATI A MARGINE DI UN ARTICOLO DEL 20 OTTOBRE 2013

LETTORE 1

Qualsiasi cosa si legga di questa 'Operazione Keran' sembra inventato dal primo giorno, compresi i reportage dei media:
1.All'inizio questo generale pluri-decorato che parla alla stampa nella sua immacolata uniforme e che usa toni più da politico che da generale. Nessun fatto e tanta propaganda a favore dell'esercito. Nemmeno in occasione di una vera guerra come a Kargil abbiamo assistito ad una scena del genere
2.Poi la nostra regina degli inviati di guerra, la viscida sig.ra Rain (soprannome di una giornalista), che fa finta di fare una corrispondenza dai luoghi della battaglia, ma, malgrado gli abituali toni drammatici, si vedeva chiaramente come non si trovasse davvero all'interno di una battaglia
3.Se durante la battaglia di Kargil si capiva che venivano trasmesse scene di vere battaglie, questa volta tutto ciò che abbiamo visto in TV sono state coreografiche marce nella foresta e fotografie rilasciate sotto il controllo dell'esercito. La scena in cui venivano mostrati tre corpi a ridosso o addirittura sull'altro lato della frontiera era risibile. I soldati indiani erano tanto allertati da essere a conoscenza di infiltrazioni di terroristi prima addirittura che passassero la frontiera?
4.Con queste messe in scena di natura politica il governo del Partito del Congresso sta distruggendo tutte le istituzioni del paese. Le ultime due che ancora garantiscono l'unità del paese – le Forze Armate ed il sistema giudiziario – sono seriamente minacciate dal Partito del Congresso.
Più che i terroristi è il Partito del Congresso che sta distruggendo le istituzioni indiane!

LETTORE 2

Sono stati tutti presi con i pantaloni abbassati! Burkha Dutt (una giornalista) deve aver avuto un tete-a-tete con Antony per inventare la storia! Che vergogna, e tutto per apparire più duri di Modi (il leader dell'opposizione). Non c'è limite per questa mafia (riferito al Partito del Congresso)!

LETTORE 3

Oggi come oggi le forze armate son sotto la direzione del Partito del Congresso. La sola spiegazione di quanto avvenuto è che questi mascalzoni politici abbiano deciso di inventarsi una storia per guadagnare consensi, ma sono stati presi con le mani nel sacco e incredibilmente non sono neppure stati capaci di costruire un falso come si deve! L'arroganza del Partito del Congresso è figlia dello scandalo Bofors e poi, scandalo dopo scandalo, hanno iniziato a credere che per loro tutto fosse possibile!

LETTORE 4

Ammettiamolo ragazzi – la polizia e le forze armate in India sono tutt'altro che istituzioni di cui ci si possa fidare. La costruzione di false prove è cosa abituale per chi oggi ci governa. Gli scandali che coinvolgono il Ministero della Difesa sono ovunque. Cose del genere le vediamo tutti i giorni in ogni angolo della pubblica amministrazione. Non perdiamo di vista il fatto che la nostra democrazia è in uno stato comatoso. Solo una maggiore trasparenza ed un ruolo attivo giocato da parte dei cittadini ci può tirar fuori da questa palude.

LETTORE 5

C'è bisogno di altri esempi per capire cosa stanno combinando le forze armate sotto la guida del Partito del Congresso? Burkha Dutt di NDTV è famosa per prendere in giro la gente! Le uniche persone che qui possono permettersi di sorridere sono Nawaj Sharif (Pakistan) e la leadership cinese! Sapendo bene che rischiano di essere travolti da Modi alle prossime elezioni, la messa in scena è stata fatta per chiedere a Pakistan e Cina di lasciare qualche mese di respiro al Partito del Congresso, mentre il coraggio 'indiano' viene dato in pasto alla stupida opinione pubblica che è stata manipolata per decenni dal Partito del Congresso!

LETTORE 6

Se uno scontro c'è stato è avvenuto ben lontano dalla linea della frontiera e questo rappresenta un altro occhio nero per i nostri militari. Ciò che è ancora più preoccupante è la disinformazione che viene usata per mascherare l'incompetenza. Quando mai ci decideremo a riformare le nostre forze armate? In India le trattiamo come una vacca sacra. Sembra non ci sia nessuno disposto a metterle in discussione. Complimenti all'Hindustan Times per aver portato alla luce l'inganno!


LETTORE 7
Le forze armate indiane si inventano queste storie ogni volta che sentono il loro ruolo messo in discussione. La stessa cosa l'ha fatta anche Modi in Gujarat (lo Stato di cui è oggi primo ministro). Per guadagnare visibilità si è inventato 'falsi incontri' con civili innocenti che poi una campagna mediatica deviniva terroristi.

fonte : https://www.facebook.com/stefano.tronconi.79?hc_location=stream


Non resta altro da fare se non continuare a chiedere Verità, Giustizia e Libertà per i nostri Fucilieri di Marina, basta con le bugie e gli inchini agli indiani, basta con la ricerca del business a tutti i costi, basta con la svendita della sovranità nazionale, ora solo :

Verità, Giustizia e Libertà per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone


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