domenica 26 gennaio 2014

I fucilieri, il Corsera e i corsari



Caro Direttore diamo il benvenuto al Corriere della Sera. Benvenuto, perché si accorge che la questione dei nostri due fucilieri, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, da quasi due anni prigionieri in India, è «una questione nazionale», al punto da meritare un editoriale in prima pagina. «La vicenda marò - scrive il Corsera, a firma Danilo Taino - non è un fatto di cronaca. È arrivato il momento che il Paese la consideri per quello che è stato sin dall’inizio: una questione politica che ha rilevanza nazionale». Per noi de Il Tempo una questione politica e nazionale lo è da sempre, da quel maledetto 15 febbraio del 2012 e per questo, in questi mesi, il nostro giornale si è mobilitato, in una battaglia corsara e - lasciatecelo scrivere - solitaria. Lo è a tal punto una questione nazionale che abbiamo srotolato uno striscione, sulla facciata della nostra sede, in faccia a Palazzo Chigi, con i colori della bandiera italiana, il nome della nostra testata e una battaglia politica racchiusa in una frase: «Riportiamo a casa i marò». Un grido di libertà, perché la politica è timida sull’argomento e persino Matteo Renzi ancora non si è espresso, quasi che l’Italia si vergognasse di parlare dei propri militari. A difenderli. Se n’è accorto pure il Corriere della Sera di questa timidezza, quando sottolinea come «i partiti non ne facciano oggetto di riflessione politica» o quando scrive che «è triste che la cultura e la società civile evitino di mettere piede su un terreno calpestato dagli anfibi dei militari, non un appello, non una raccolta di firme per due servitori dello Stato». Benvenuto al Corriere, adesso noi de Il Tempo siamo in prestigiosa e borghese compagnia. In attesa che si svegli pure la politica e non faccia più «l’indiana».

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