venerdì 10 gennaio 2014

IL SEQUESTRO LATORRE E GIRONE - BREVE AGGIORNAMENTO, di Stefano Tronconi


IL SEQUESTRO LATORRE E GIRONE -
BREVE AGGIORNAMENTO

10 Gennaio 2014

Stefano Tronconi

In quanto sollecitati in tal senso (ci sembra infatti di divenire pure noi ripetitivi), pubblichiamo un breve commento in merito agli articoli apparsi nelle ultime ore sulla stampa indiana (con l'Hindustan Times nuovamente in prima linea) che prospettano nuovamente la possibilità che Latorre e Girone vengano incriminati sulla base della legge indiana anti-terrorismo (SUA Act) che prevede la pena di morte.

Gli articoli in questione altro non sono che la riproposizione degli stessi contenuti già ampiamente commentati nel nostro articolo dello scorso 2 Dicembre 2013 (a cui quindi per semplicità rimandiamo).
A loro volta gli articoli di reazione e commento della stampa e delle TV italiane di questa mattina fanno eco a loro volta ai giornali indiani con la riproposizione degli stessi (irrilevanti) contenuti 'sensazionalistici' di un mese e mezzo fa.
Sottolineiamo nuovamente che da parte dei media italiani non vi potrebbe essere comportamento più stupido e controproducente di quello adottato nella vicenda da quasi due anni a questa parte, cioè quello di continuare a pubblicare idiozie a commento di una inverosimile possibilità di pena di morte (e fare in generale da cassa di risonanza di quanto pubblicato in India), anziché pubblicare articoli che spieghino agli italiani, agli indiani ed al mondo come e perché Latorre e Girone sono innocenti.
Ma purtroppo ormai lo sappiamo. L'obiettivo dei media in Italia (e anche in India), oltre a quello di porsi al servizio del potere, non è informare l'opinione pubblica, ma piuttosto carpirne l'attenzione e fare 'audience' anche se questo significa solo confonderla.
Con la sostanziale differenza che in India almeno l'attività di servizio al potere i giornalisti la sanno svolgere benissimo, mentre in Italia i giornalisti sono incapaci di fare pure questo.

Venendo ai politici invece il loro obiettivo in questo momento non è procedere verso una soluzione del caso, ma fare 'ammuina'. Come ampiamente spiegato nel nostro articolo dello scorso 29 Dicembre 2013, il piano indiano attuale, vergognosamente avallato dal governo italiano, prevede purtroppo che per i prossimi 4 mesi tornino ad alternarsi le usuali docce scozzesi seguite ai soliti messaggi rassicuranti giocati tutti su aspetti LEGALI e non di merito. Questo è il filo conduttore della tragedia/commedia che gli attori della vicenda proveranno a giocare fino ad elezioni indiane avvenute (previste per Maggio).
La NIA non ha e non può avere alcuna prova (se non quelle fabbricate, ma da noi già smascherate) da presentare contro Latorre e Girone che sono innocenti.
Quindi, come via d'uscita, se la NIA davvero venisse autorizzata dal Ministro dell'Interno Indiano Shinde (da sempre alleato di Antony) ad incriminare Latorre e Girone sulla base del SUA Act, il giudice del tribunale speciale non potrebbe che constatare il conflitto esistente tra tale decisione (che comunque sarebbe un altro gigantesca umiliazione fatta ad un'Italia che vedrebbe dei propri militari in servizio accusati di terrorismo da un governo) e la sentenza della Corte Suprema che non prevede l'applicazione del SUA Act nei confronti dei marò. A questo punto lo stallo (probabilmente fino a nuova pronuncia della Corte Suprema) sarebbe garantito e tale da consentire agevolmente di superare le elezioni indiane e l'obiettivo dei politici sarebbe stato raggiunto.

Nel frattempo, mentre attenderemo che l'intricata matassa venga dipanata, potremo ascoltarci le dichiarazioni di De Mistura che annuncia che l'Italia ha tracciato 'linee rosse' che 'con fermezza' non si consentirà di superare.

fonte : https://www.facebook.com/stefano.tronconi.79?hc_location=timeline

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