sabato 11 gennaio 2014

Marò, Tajani: stop a negoziati accordo Ue-India Alfano: «Governo non risparmierà energie»

La proposta del vicepresidente della Commissione Ue. Il vicepremier: «Faremo di tutto per riportarli a casa»



«Non si può negoziare» un accordo di libero scambio con un Paese che «non rispetta i diritti umani»: così il vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani scende in campo sulla vicenda dei due marò trattenuti in India che sarebbero esposti al rischio di una condanna a morte. Tajani scriverà a Barroso e Ashton. E subito, da Bari, gli fa eco il vicepremier Angelino Alfano: «Il governo italiano non risparmierà energie: i marò italiani devono restare vivi in primo luogo, e dobbiamo difendere non solo la loro vita ma anche il loro diritto a una difesa piena. Il governo italiano farà ogni sforzo per riuscire a centrare l’obiettivo di riportarli a casa».
L’ALLARME DEL GOVERNO - «Sarebbe inaccettabile che le assicurazioni date dal governo indiano non vengano rispettate», ha detto venerdì sera il presidente del Consiglio Enrico Letta dopo l’incontro con i ministri degli Esteri Emma Bonino, della Difesa Mario Mauro e la titolare della Giustizia Annamaria Cancellieri. E se così non fosse, l’Italia è pronta a reagire «con tutte le iniziative necessarie», «in tutte le sedi», ha assicurato Letta.

CICCHITTO: «PORTARE QUESTIONE ALL’ONU» - «Il comportamento dell’India è assolutamente inaccettabile e il governo italiano dovrà non solo continuare a sviluppare l’iniziativa diplomatica come sta facendo ma anche portare la questione in sede Onu». Lo ha detto Fabrizio Cicchitto del Nuovo Centrodestra, aggiungendo che «non vogliamo in questo momento aprire polemiche sul passato a condizione però che nessuno cerchi di scaricare responsabilità su questo governo che si appresta a gestire una situazione assai difficile su cui hanno gravato errori di precedenti esecutivi che ci auguriamo di non essere costretti a ricordare».
L’EX MINISTRO TERZI: «ERRORE COLOSSALE FARLI TORNARE» - «Un errore colossale e gravissimo, far rientrare i militari in India». Così l’ex ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata, in un’intervista al MattinoL’ex titolare della Farnesina ricorda, infatti, che durante il Governo Monti si dimise «dopo l’incredibile dietrofront». E insiste su come il ritorno in India dei due militari fu uno sbaglio, «con tutti i rischi che ora sono di evidente gravità». Terzi si dice «indignato, sorpreso e preoccupatissimo per l’evoluzione, anzi per l’involuzione, della vicenda». Secondo l’ex ministro «abbiamo ottenuto, dopo dieci mesi, il riscontro oggettivo sulla fondatezza delle diffidenze che esprimemmo dalla Farnesina per gli affidamenti offerti dall’India al momento della ripartenza dei nostri militari». E, avverte, «ora c’è la necessità di un’azione diplomatica forte», visto che «i nostri militari sono seriamente a rischio in India».
(Fonte)

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