martedì 28 gennaio 2014

IL SEQUESTRO DEI MARO' LATORRE E GIRONE - LA DELEGAZIONE PARLAMENTARE IN INDIA: UNA MISSIONE UTILE di Stefano Tronconi


IL SEQUESTRO DEI MARO' LATORRE E GIRONE -
LA DELEGAZIONE PARLAMENTARE IN INDIA: UNA MISSIONE UTILE 

28 Gennaio 2014

Stefano Tronconi

Avevamo concluso il nostro ultimo articolo pubblicato Sabato scorso, vigilia della partenza della delegazione parlamentare per l'India, con le parole: 'Confidiamo che da oggi si volti pagina'. 
Ora che, proprio in queste ore, la delegazione è in viaggio di ritorno verso l'Italia possiamo ribadire che la pagina si è di fatto voltata e che questa visita è stata la prima vera azione utile compiuta nell'arco di due anni dal parlamento italiano nella vicenda del sequestro dei nostri marò.
Con questa iniziativa il parlamento ha di fatto commissariato il governo Letta e messo in mora il ministro Bonino e l'inviato De Mistura, distintisi per la loro incapacità ed inerzia, nonché per l'assoluta assenza di idee ed iniziative volte a sbloccare la vicenda.

Perché siamo convinti che da oggi niente sarà più come prima?

Innanzitutto, perché i parlamentari del M5S Del Grosso ed Orellana, a cui, insieme ad altri loro colleghi, va dato il merito di averci dedicato tutto il tempo necessario per comprendere a fondo la vicenda e nella cui azione futura nutriamo fiducia, sono andati in India ben conoscendo i fatti e le analisi, ampiamente supportate da evidenze documentali, in base alle quali da mesi sosteniamo che quello di Latorre e Girone di altro non si tratta se non di un sequestro di persona messo in atto, per ragioni prevalenti di politica interna, da una banda di politici criminali indiani, con molte collusioni da parte italiana.
Ovviamente tutte le nostre convinzioni dovranno trovare riscontro nelle future indagini delle magistrature indiana ed italiana, ma sono fondamentali (ed avrebbero dovuto esserlo fin dal Giugno scorso) per l'elaborazione di una strategia italiana vincente tesa a riportare in Italia con onore Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

In secondo luogo, perché ora, in conseguenza di questo viaggio congiunto, la verità sull'intera vicenda non potrà che disseminarsi ulteriormente ed anche i colleghi di delegazione di Del Grosso e Orellana di TUTTI gli altri partiti non potranno più neppure loro far finta di ignorare quello che è veramente successo nel caso dell' 'Enrica Lexie' e che da parte nostra è stato ampiamente documentato.

In terzo luogo, perché finalmente un esponente importante del primo partito italiano, Nicola Latorre, ha ammesso pubblicamente che da parte del PD non vi è stata sensibilità sufficiente alla gravità della vicenda e preannuncia, al rientro in Italia, altre iniziative di tipo parlamentare (sensibilità, va detto, che è mancata in egual misura anche al secondo partito del Paese, l'ex-PDL, oggi diviso in FI e NCD). Un comportamento vergognoso, lasciatecelo dire, quello tenuto in questi due anni dal PD soprattutto in qualità del suo essere, da circa un anno, il partito di maggioranza del Paese. Ovviamente ci piacerebbe capire, una volta rientrati Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in Italia ed avviata la più volte annunciata commissione d'inchiesta, quanto il PD sia stato condizionato, tra le molte altre cose, anche dai potenti interessi economici in India di alcuni suoi grandi elettori a partire da De Benedetti, da Colaninno e molti altri.

In quarto luogo, perché in questi ultimi giorni vi è stato un proliferare di articoli sui principali quotidiani del Paese (Corriere della Sera, La Repubblica, Il Sole 24 Ore, ecc.), tutti improvvisamente impegnati a scrivere che la situazione dei due marò ed il modo in cui l'Italia ha condotto la vicenda è del tutto inaccettabile.
Quella dei media italiani appare ora come la classica corsa, da parte di chi è stato complice di un delitto, a prendere le distanze dal principale colpevole (il governo italiano) una volta resosi conto che quest'ultimo è stato smascherato. Comunque ben venga questo tardivo risveglio dei media italiani dal torpore interessato degli ultimi due anni. Come si sa, anche i criminali pentiti possono essere utili al perseguimento della giustizia.
Per quanto riguarda i media, da noi chiamati in causa innumerevoli volte per denunciarne l'opera di disinformazione, non vi possono comunque essere parole più esplicite, semplici e dirette di quelle rivolte oggi da Massimiliano Latorre ai giornalisti che accompagnavano la delegazione parlamentare poco prima del loro imbarco sul volo di rientro per l'Italia: “Scrivete la verità perché altrimenti è un male. Ci sono due inchieste aperte. Non posso essere io a chiarire le cose”.

Lo scorso 21 Settembre scrivevamo: 'l'Italia questa volta davanti alla Corte Suprema si troverebbe nella condizione di poter tirare un calcio di rigore, avendo questa volta del tutto il coltello dalla parte del manico'.
Le cose da allora, avrebbero potuto velocemente volgere a favore di Latorre e Girone, ma per la vigliaccheria e l'incapacità del governo italiano, sono ancora ferme allo stesso punto.
Ricordiamoci, però, che dal Giugno scorso il Paese veramente in difficoltà per quanto avvenuto in questi due anni, ed a rischio di perdere ogni credibilità internazionale, è potenzialmente soprattutto l'India.
Ricordiamoci che, come scriviamo da tempo, se si dovesse arrivare ad una qualche forma di condanna, anche minima, dei nostri marò, questo sarebbe possibile solo perché l'Italia avrebbe scelto di tradire due suoi soldati, due suoi cittadini in favore di una mai ben definibile ragion di Stato, ma identificabile sempre con poco trasparenti interessi economici.
Bene, oggi possiamo dire che, dopo questa trasferta parlamentare in India, risultato dell'iniziativa, va ricordato ancora una volta, intrapresa dal Movimento 5 Stelle, siamo ancora più fiduciosi che la possibilità di questa condanna sia nei fatti ormai venuta meno e che la scandalosa verità sul caso, che sola renderà davvero possibile il ritorno di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in Italia con onore, è ormai destinata, tutta o in parte, a venire fuori.


fonte : https://www.facebook.com/stefano.tronconi.79?hc_location=timeline

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