sabato 13 luglio 2013

Coso, batti un colpo se ci sei...magari con la fronte

ho letto e voluto ribattere a quanto sto coso ha scritto in merito alla vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ancora indebitamente prigionieri dell'india.
                                                # # #
L'ingarbugliata vicenda dei due marò in India è la cartina al tornasole di un'Italia afflitta da due enormi fardelli che, nel 2013, rappresentano un handicap insostenibile: un rapporto irrisolto col nostro passato fascista e la superficialità degli Esteri sui nostri giornali.
Gente, vuol dire che la colpa è di Mussolini e dei giornali che non  accettano sto coso…


Fino al mese scorso la
 pagina in lingua italiana di Wikipedia dedicata al caso dei due marò - “Crisi diplomatica fra India e Italia del 2012-2013” – descriveva l'evento come «una controversia internazionale sorta per via di una sparatoria avvenuta nel Mar Arabico il 15 febbraio 2012, a largo della costa del Kerala (sud dell'India), durante la quale l'uso di graduali misure di dissuasione da parte di membri del nucleo militare di protezione (NMP) della Marina Militare italiana a bordo della petroliera Aframax Enrica Lexie contro un'imbarcazione da pesca con a bordo 5 persone armate con evidenti intenzioni di attacco è stato collegato alla morte di due pescatori indiani a bordo di un peschereccio.»
Significa che, dopo un anno e mezzo, chiunque volesse provare a farsi un'idea sulla vicenda collegandosi a quella che – volenti o nolenti – è oggi la Mecca del sapere prêt à porter, si troverebbe davanti un rifacimento imbellettato della narrazione tossica, definizione che il collettivo di scrittori Wu Ming ha affibbiato alla triste performance dell'informazione italiana nel merito della vicenda.
Quindi anche questi wu-minghiani sono tra quelli che hanno parola e verbo?Chi non la pensa come me è contro di me? Mi ricorda dei tipi: uno con il baffetto piccolo a mò di moccolo al naso, l’altro completamente pelato e l’ultimo con dei baffoni enormi ed una stella rossa sul cappello…


Il dato è allarmante poiché a portata di click, spostandosi nella
 sezione inglese dell'enciclopedia online, la stessa voce per anglofoni racconta tutta un'altra storia. A partire dalle cinque persone armate con evidenti intenzioni di attacco, che nella versione inglese – come nel resto dell'informazione mondiale – non esistono.
Forse perché gli inglesi lo danno per scontato? Sapendo l’alto grado di preparazione dei marò, forse non esitano a sott’intenderlo?


Dal mese di febbraio dell'anno scorso l'Italia ha seguito il dipanarsi della vicenda di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due fucilieri del battaglione San Marco, partendo dall'intima e coriacea convinzione che non può essere possibile, i nostri militari sono innocenti, l'India è un paese canaglia che non rispetta il diritto internazionale, siamo invischiati in un
 complotto internazionale con l'obiettivo di screditarci come nazione.
Errore:non siamo invischiati in un complotto internazionale, quello l’hanno creato i nostri politicini in accordo con l’india…ahhh avere le banane agli occhi …forse è vero che l’india non rispetta il diritto internazionale? i loro militari in africa, mi sembra abbiano avuto lo stesso trattamento che noi chiediamo loro per i nostri, e che a noi negano…grande paese, si si grande…


La sindrome da accerchiamento del pulcino Calimero, che affligge la nostra Italia in perenne stato pre-adolescenziale, ha permesso, a poche settimane dalla morte di due pescatori indiani innocenti, Ajesh Binki e Valentine Jelastine, di compiere il ribaltamento dei ruoli che come Stato ci è più consono: da nazione presunta carnefice – colposa, con ogni probabilità – l'Italia da un anno e mezzo si racconta
 vittima delle angherie indiane, esaltando l'eroismo dei due Leoni del San Marco “trattenuti ingiustamente nelle galere indiane”.
Infatti sono ”trattenuti ingiustamente” ,  fino a prova contraria in galera ci va chi è colto “in flagranza di reato” o chi è già stato condannato, almeno nelle nazioni civili … ed a tutti dispiace che siano morte due persone, ma che sia questo il pretesto per azioni politiche interne dello stato del kerala (tra l’altro da sempre comunista) come è accaduto, o che si debba fare una campagna anti-italiana (sonia ghandi)  non fa onore ai comunisti in genere, se generalizzi tu, posso farlo anch’io, o no?


Lo ha fatto, e sta continuando a farlo, con una trama di
 mistificazioni e falsità tessuta con pazienza certosina da un manipolo di giornalisti di destra, tra i quali svettano Gian Micalessin e Fausto Biloslavo de Il Giornale assieme a Gianandrea Gaiani, all'epoca collaboratore del Sole 24 Ore.
Ovviamente di destra altrimenti non accuserebbero l’india di mistificazioni varie con tutte le prove raccolte. Confermi che chi non è con te è di destra?  allora apri bene gli occhi, coso, in Italia ci sono diversi milioni di persone perbene che non la pensano come te, sono tutti di destra??? come i partigiani durante la II° guerra mondiale dovevano obbligatoriamente essere comunisti? peccato che i rossi erano a malapena il 30% del totale, sono arrivati al 45% facendo fuori (una delle vergogne italiane) i partigiani “bianchi”…studia la storia, coso, farai meno brutte figure se sarai anche super-partes come dovrebbero esserlo i veri giornalisti


Nel
 saggio I due marò. Tutto quello che non vi hanno detto, edizioni Alegre, ho provato a ricostruire la sequenza di panzane e manipolazioni che la stampa di destra ha sciorinato per mesi, convincendo i propri lettori di una verità inesistente ma assolutamente di comodo, riutilizzabile come manganello politico per colpire il governo Monti.
Ancora a destra…manganello…monti… ma sai che la guerra fredda è finita da tempo, il muro di berlino è stato abbattuto, che la cina e la russia sono degli stati tra i più capitalisti che esistano? Forse che il comunismo ha perso qualcosa? e poi perché “saggio”,  perché l’hai scritto tu? e sei riuscito a vendere qualche copia anche ad estranei?


L'esaltazione acritica delle forze dell'ordine e dei militari, immacolati ed innocenti per definizione, nel caso dei due marò ha trovato facile sponda nel rigurgito fascistoide che contraddistingue una cospicua minoranza del nostro paese.
 
Classica frase comune nel ’68, sei rimasto un po’ indietro, coso … mi sembra che un terzo dell’Italia non sia una cospicua minoranza… mi sembra che il “nano” da solo abbia preso i vostri stessi voti o giù di lì…


La tesi, facendo una media ragionata delle conversazioni da bar, è pressapoco questa: i marò erano in missione antipirateria con mandato Onu
 (una missione Onu su petroliere civili?!), potranno anche aver sbagliato, ma erano in buona fede ed in acque internazionali, l'India si sta accanendo contro di noi perché è una potenza economica, l'Italia subisce perché c'è la crisi e vende l'onor patrio per contratti commerciali come Finmeccanica; quegli straccioni degli indiani vogliono solo spillarci soldi.
Quindi chi frequenta bar è stupido e cretino, ma forse loro sanno che in Italia è vietato fare i contractors (ovviamente) armati su qualunque tipo di mezzo di trasporto, e non solo. Questo incarico è demandato alle sole FFAA e FFOO… e meno male che sei informato !!! e poi la stessa india spera di diventare potenza economica non prima (lo dicono loro)  del 2050… quanti dipendenti ha finmeccanica? e le bustarelle all’estero sono considerate la norma, si chiamano “commissioni”, in Italia possono essere al massimo il 3% del valore, anche se vanno regolarmente dichiarate, in india non l’hanno fatto per non pagare le tasse. Hai mai sentito della bofors? e che si dice che è costata la vita al marito di sonia ghandi? informati, coso, informati davvero però…


L'epilogo della vicenda non può non comprendere il ristabilimento dell'ordine naturale delle cose: far valere il diritto internazionale, riprendersi i marò, riprendersi l'orgoglio di essere italiani, far vedere all'India di che pasta siamo fatti, tornare a farsi rispettare all'estero come quando c'era Lui (sostituire con Mussolini o Berlusconi, a piacere).
E mi pareva strano che non nominassi sia uno che l’altro, altrimenti cos’è il comunismo? solo gli Inti Illimani (con tutto il rispetto per loro)? e chi volevi, il prode prodi? o il tipo in cachemir ex sindacalista ex rifondacomunista che si fa il giro del mondo in barca a vela dopo aver fatto il parlamentare per un decennio e più? o d’alema che più andava all’estero e meno lo conoscevano?


Ma se l'acquisto di quotidiani come
 Il Giornale rappresenta già di per sé la volontà di leggere l'Italia e il mondo attraverso un prisma grottescamente deformante, la latitanza dei “giornaloni” nell'offrire all'opinione pubblica una lettura alternativa dei fatti indiani ha fatto sì che il retroterra culturale padre di tesi nazionaliste a priori dilagasse senza controllo, amplificato dall'azione purificatrice dei social network, che hanno il merito di unire la divulgazione di massa all'abbassamento della soglia del sospetto; l'assioma “se lo dice Internet è vero” all'ennesima potenza.
Coso, se scrivi sempre così, fai venire il mal di testa…più semplice se vuoi farti capire, più semplice…e sei anche un po antiquato, questo è il modo di scrivere degli anni ’70, quando parlare così faceva figo… e tu usi un prisma per leggere e scrivere?


Le tesi fascio-complottiste travasate nella Rete, che ingloba e metabolizza ogni contenuto separandolo dal proprio pedigree, hanno permesso che una farsesca analisi tecnica redatta da un ingegnere romano, Luigi Di Stefano, diventasse il Vangelo dell'innocentismo pro marò, sbandierata in faccia a chiunque si fosse permesso di avanzare dubbi sulle tesi tranchant dell'ingegnere “super partes”.
 
Citato da diversi quotidiani e magazine italiani, accolto anche in parlamento ad esporre la sua tesi, Di Stefano è passato da un meritato anonimato ad un'autorevolezza scientifica incomprensibile, considerando che al blogger
 Mazzetta sono bastati pochi minuti di ricerca online per scoprire che la laurea che Di Stefano millantava era stata acquistata in un diplomificio dal nome americano ma con sede in Liberia, e che l'ingegnere super partes era invece un dirigente nazionale di Casapound Italia.
Le tue tesi rosso-complottiste metabolizzate tra pedigree farseschi, sono riuscite a dimostrare il contrario di ciò che sostiene l’Ing.Di Stefano? No, ma forse non te ne sei accorto…oooohhhh casapound, è vero, mancava, non l’avevi nominata… coso, ma fai più attenzione, perbacco… e poi che sia ingegnere o no, che nesso ha con la questione? io ho la 3° media, ma ho studiato in conservatorio per sette anni, ho studiato elettrotecnica per quattro anni, ho dovuto abbandonare la scuola e lavorare per mangiare, e se avessi preparato io ciò che ha fatto Di Stefano, avresti avuto la stessa arrogante presunzione? Coso, nella tua pagina potresti pubblicare i tuoi di titoli? te ne saremo riconoscenti…


Dettagli che il giornalismo italiano ha ignorato – chi per pigrizia, chi per furbizia – emersi solo grazie alla contro-inchiesta (qui e qui) nata dal blog dei Wu Ming, Giap: un lavoro di giornalismo e ricerca “dal basso” - tra virgolette, perché dipende da dove si guarda - alla base della compilazione del saggio pubblicato con Alegre.
Ahhh … il Verbo… i wu-minghiani…giap…ma sai chi era giap? Wikipedia dice “brillante tattico e stratega militare”…bene, coso, sappi che la brillantezza di sto giap era la stessa che si applicava nella prima guerra mondiale: la massa della carne da macello, studia, coso, informati…ed i vietnamiti erano così contenti dei comunisti che inventarono un nuovo tipo di turismo: i “boat people”…ma fammi il piacere… non si vende il saggio, vero? ti fai pubblicità…


La complessità della vicenda avrebbe dovuto imporre, in un giornalismo sano, la necessità di approfondire temi difficili ed inusuali come l'ordinamento giuridico indiano, la pirateria nel mare arabico – magari sottolineando che, secondo le maggiori agenzie internazionali, i pirati in Kerala non esistono – le peculiarità del diritto indiano, l'applicabilità in casi estremamente eccezionali della pena di morte – e i marò non sono mai stati così eccezionali – interpellando giuristi internazionali, esperti indiani o di India.
E’ vero, i pirati in kerala non esistono, lavorano sempre fuori casa…e quali sono queste “maggiori agenzie”? Perché interpellare qualcuno per le leggi indiane, se hanno dichiarato loro che la Lexie era in acque contigue? si usano le leggi  internazionali, altrimenti l’india uscirà con le ossa rotte da questa faccenda…


Mentre in India, nel mezzo di organi di stampa propagandisti e strumentalizzatori al pari di quelli italiani alcuni quotidiani come
 The Hindu brillavano per equidistanza ed approfondimento di tesi – anche giuridiche – diametralmente opposte, in Italia per molti mesi ci siamo raccontati addosso. e che vuol dire raccontati addosso?


La narrazione del caso Enrica Lexie è stato un lunghissimo assolo propagandistico, un concerto da solista dove le uniche melodie ammesse dovevano rientrare nell'armonia vittimistica ed italo-centrica. Pare assurdo scriverlo, ma nel confronto italo-indiano l'India, in Italia, non c'è mai stata.
 
Coso, questo è un vero colpo di genio…vuoi far venire una nave indiana e far sparare su qualche pescatore italo-centrico così abbiamo l’india anche qui? però poi dobbiamo far entrare in un nostro porto la loro nave, e fare ciò che hanno fatto loro…allora si, che fermerebbero tutti gli italiani residenti da loro…


L'Italia in India, purtroppo, c'è stata fin troppo. Il
 colpo di testa del governo dello scorso marzo, quando unilateralmente l'Italia decideva di venir meno ad impegni solenni presi e firmati davanti alla Corte suprema indiana, ha mostrato qui in India la pochezza della considerazione che una certa parte dell'esecutivo, la fazione del disastroso ex ministro Giulio Terzi, nutriva nei confronti delle istituzioni indiane: come se disattendere accordi stipulati con la massima Corte indiana che impegnavano Roma a riconsegnare i due fucilieri di marina al termine della licenza per il voto fosse tutto sommato un azzardo che l'Italia si poteva concedere, mica stiamo parlando della Supreme Court americana!
Infatti stiamo parlando dell’india, che ti piaccia o meno, paese del terzo mondo, informati ancora di cosa è successo ai loro militari in africa… ma sai che hanno firmato il trattato delle leggi navali internazionali, ma in questo caso sono loro a non rispettarle…


L'ennesima provocazione, dopo il ridicolo endorsement di Terzi al gesto d'orgoglio di correre il Gran Premio d'India con monoposto Ferrari addobbate col simbolo della Marina Militare; episodio capace di scatenare la reazione scomposta della Corte suprema, decisa a tenersi
 l'ambasciatore Mancini finché i due imputati non fossero riconsegnati anche a costo di rischiare la violazione dell'immunità diplomatica internazionale. 
Cosa che, fortunatamente, l'India non ha avuto il tempo di fare, ottenendo che i patti bilaterali fossero onorati e i marò –
 illusi da Terzi e chi per lui, assieme alle proprie famiglie – facessero ritorno a Delhi.
bloccare un ambasciatore? neanche hitler lo ha fatto, pensa un po di che gente stai parlando. terzi o chi per lui? eccoli: monti-passera-fornero-demistura… coso, lo so io che sono ignorante, non devi saperlo tu che sei il verbo?


Prima delle ringhiate dei giudici della Corte suprema, la condotta mantenuta dall'India – anche grazie alla professionalità e l'impegno del sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura, interlocutore principale di Delhi in tutta la vicenda – è stata decisamente equilibrata tra la lecita rivendicazione di giurisdizione sul caso e il rispetto dello status di detenzione di Latorre e Girone: dal 15 febbraio 2012 i due marò, contrariamente a quanto scritto in Italia, non hanno mai fatto un giorno di carcere in India, alloggiando in guest-house governative o nell'ala di un istituto carcerario riservata al personale non detenuto; dal 18 maggio 2012 sono passati alla libertà condizionata, spostandosi in una serie di hotel a cinque stelle nei dintorni di Kochi; dal 18 gennaio 2013 risiedono in appartamenti alle dipendenze dell'Ambasciata italiana in India. Senza contare che, episodio inedito in India, da accusati di duplice omicidio Latorre e Girone hanno potuto godere di due permessi per tornare in Italia e passare vacanze natalizie e licenza post-elettorale con le proprie famiglie. Una concessione che forse in Italia non siamo riusciti ad apprezzare appieno nella sua eccezionalità.
interlocutore principale? ma se è stato mandato lì dal tuo amico regiorgio, pur di fargli fare qualcosa…e si vede quanto vale, dopo essere stato sbattuto fuori dall’ONU, chi se lo prende? l’amico di merende bilderberghiano monti…mai un giorno di carcere? forse perché gli indiani non volevano forzare la mano, sapendo ciò che combinavano? coso, le medaglie hanno sempre due facce …


I due marò e la diplomazia italiana ora attendono che la Corte speciale formata dalla Corte suprema in accordo col governo vista la singolare complessità giuridica del fatto – avvenuto in una “zona grigia” del diritto internazionale, le
 acque contigue, e che coinvolge due militari facenti veci di contractor – si pronunci prima di tutto sulla giurisdizione: se sarà indiana, si istruirà il processo in loco; se sarà italiana, le carte saranno trasferite a Roma e si ricomincerà sostanzialmente da capo.
un anno e mezzo non gli è bastato a sto grande paese…informati sulle acque contigue, cosa sono e che diritti può avere uno stato su queste acque…e smettila di offendere i marò: non sono contractors, sono dipendenti dello stato, in armi, che difendono su richiesta dell’armatore beni di interesse nazionale; l’armatore paga il ministero della difesa, non i marò, che hanno una indennità di rischio in più, ma sempre inferiore a quella della tua amica sgrena…


Qualsiasi sarà la conclusione di questa Odissea giudiziaria, l'Italia rimarrà con due nodi irrisolti che, nel 2013, rappresentano un handicap che, come nazione e popolo, dovremmo pretendere di non scontare più.
Un
 rapporto irrisolto col nostro passato fascista, che in forme vecchie e nuove gode ancora oggi in Italia di uno sdoganamento culturale e sociale senza eguali nell'ambito dei paesi occidentali che hanno vissuto una stagione dittatoriale.
E, giornalisticamente,
 il problema macroscopico degli Esteri, specie quelli asiatici, un ricettacolo di racconti “strano ma vero”, istantanee di Freak Show, approfondimenti un po' pruriginosi e un po' da paccottiglia del mercatino delle pulci: imprescindibili resoconti di assalti di tigri e giaguari nei villaggi, elefanti investiti da treni in corsa e fotogallery da zoo umano dell'esotico – guarda, un santone col pisello di fuori! Guarda, indiani poveri che dormono in stazione! - si alternano ad analisi socio-economiche col ditino alzato affidate a professionisti a quattro ante, come gli armadi: buoni per tutte le stagioni, invitati ideali a cene di gala come a quelle di Francis Veber. 
Coso, in Italia solo i comunisti hanno un rapporto irrisolto con il passato fascista, e poi nella potente india mi pare che le tigri ci siano, come gli elefanti, i cobra, ecc. ecc., abbiamo anche noi gente con il pisello di fuori e poveri cristi che dormono in stazione ( e sono, purtroppo, in aumento)…paese che vai… e poi mi sembra che Veber abbia fatto dei film che si addicono alla cultura popolar-comunistoide-intellettual-alternativa: “la capra(1981)”, “la cena dei cretini(1998)”,”l’apparenza inganna(2001)”, “sta zitto…non rompere(2003)”, ed altri ancora…


Quelli che l'India è sempre una potenza economica – sempre in tandem con la Cina, “Elefante e Dragone”, che Dio ci perdoni! - mentre qui la classe dirigente è disperata davanti a
 tassi di crescita ai minimi storici e una rupia in caduta libera; o quelli che gli indiani stuprano le donne di casta bassa perché tanto sono povere, quando in India si stuprava da molto prima che ce ne accorgessimo in Italia, e si stupravano le donne in quanto donne; povere o ricche non è mai stata una discriminante.
no no, sappiamo che lo fanno con tutte, anche con le straniere, ma questa è un’offesa anche alle donne Italiane: le truppe indiane, nel centro/sud Italia ne hanno fatte di cotte e di crude nei confronti della popolazione civile femminile, più che i tedeschi, ma gli inglesi misero tutto o quasi a tacere…
E la classe dirigente indiana, agli occhi del mondo, non sembra tanto scevra dalla malattia del dio denaro, anzi…


Nello sfortunato caso dei due marò, oltre a proiettare nel mondo l'immagine di un'Italia inaffidabile e guascona – in continuità con l'ultimo ventennio – tutti noi abbiamo perso l'occasione di approfondire e conoscere l'Altro; capirlo e, seppur in contrasto, rispettarlo.
Il rispetto – dato e ricevuto – non può che poggiare sulla conoscenza, dotandosi di strumenti utili ad interpretare realtà complesse e globalizzate in continua evoluzione.
Un'informazione pigra che si nutre di stereotipi e banalità acchiappaclic è un fardello che nel 2013 non possiamo più permetterci.
Infatti, non lo vogliamo, vorremmo invece che l’india rispettasse le più semplici regole che governano questo mondo: il rispetto delle leggi internazionali  e delle regole civili, poi potrà pensare a candidarsi come potenza mondiale. Avere l’arma atomica non ti fa diventare potenza se hai 1.000.000.000 di affamati per le strade del tuo paese. Perché non scrivi loro che possono convertire le bombe H in aiuti per i poveri? o forse non li vedi? o forse dovremmo adeguarci noi a loro? così tanto per conoscerci meglio…
p.s.: coso, ti ho affibbiato questo nome pensando al telefilm “lost”: c’è un personaggio che lo ripete spesso, ma in comune non avete assolutamente nulla … così tra milioni di cose, coso, ci sei anche tu che galleggi nel nulla…

questo mio contro-scritto è un saggio di alta scuola, verso tutti coloro che cercano di politicizzare una situazione che di politico ha ben poco se non la “bassa statura” di chi l’ha creata, di chi persevera nell’errore e di chi ci galleggia intorno a spese di due soldati e della morale di tutto un popolo…

Nessun commento:

Posta un commento