martedì 16 luglio 2013

Il ratto delle “Kazake” ed i due Marò. Due facce della stessa medaglia

DAL BLOG DI FERNANDO TERMENTINI

http://fernandotermentini.blogspot.it
L’Italia, dopo l’esperienza maturata con la vicenda dei due Marò, continua a distinguersi per figuracce internazionali. Prima i militari italiani tenuti in ostaggio dall’India, ora  il delicato caso del ratto delle kazake.
Tavoli di lavoro operativi 24 ore impegnati ad individuare le responsabilità oggettive di chi ha consegnato al dittatore del Kazakistan la moglie e la  figlia del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, trattandole come clandestine.
 Un comunicato ufficiale ci informa che “è emerso che l'esistenza e l'andamento delle procedure di espulsione non erano state comunicate né al Presidente del Consiglio, né al Ministro dell'Interno e neanche al Ministro degli Esteri o della Giustizia”.
Una nota che ignora il responsabile dell’Intelligence nazionale che dovrebbe essere informato di ciò che avviene sui nostri aeroporti  (le due espulse hanno viaggiato in aereo, un volo privato kazako) in particolare se percorsi da voli privati non pianificati e diretti a Ciampino, né, notizia di oggi, i magistrati che hanno esaminato per ben “due volte” la pratica ed il funzionario dell'ufficio immigrazione che ha visionato i passaporti.
Probabilmente, altri stanno rischiando, non in ultimo l'addetto ai bagagli («non poteva non sapere») e la hostess addetta alle salviette che non poteva “non riconoscere” la fuggitiva. in volo verso l’Italia.. Sicuramente, quindi, fra i tanti possibili sarà essere individuato al più presto chi sarà colui o coloro da consegnare alla gogna mediatica,.
Il tavolo di ping pong si è quindi riaperto un’altra volta. Quasi una fotocopia,  seppure di matrici differenti, degli eventi che hanno caratterizzato la vicenda dei due Marò. Burrascosi vertici a Palazzo Chigi con Il Presidente del Consiglio e gli stessi Ministri coinvolti nella gestione della sorte di due Marò, gli stessi rappresentanti istituzionali che a marzo u.s. prima condivisero la decisione di  non far rientrare i due Fucilieri di Marina in India, per poi rispedirli improvvisamente ed inopinatamente indietro in palese contrasto con le valutazioni dell’ex Ministro Terzi, unico a dimettersi.  
Convulsi confronti seguiti da comunicati con cui oggi per la vicenda specifica si scaricano responsabilità sulla Polizia. Richieste di dimissioni del Ministro degli Interni da parte di una parte del Parlamento, massimo coinvolgimento dei vertici della Polizia ed infine un sospiro di sollievo. Il Governo fa retromarcia su Ablyazov. dichiarando: "Espulsione revocata, la signora può tornare", dimenticando però che per farlo deve uscire dalle frontiere del Kazakhistan su cui Palazzo Chigi non ha alcuna influenza.
Una revoca decisa dopo che i “profili” delle due donne sono stati chiariti, una valutazione tardiva e che doveva avvenire prima del blitz di polizia dopo la firma del decreto di espulsione da parte del Prefetto di Roma, sembra senza che fosse informato l’Esecutivo.
A questo punto è spontaneo chiedersi se vi siano state sollecitazioni di altri servizi di intelligence perché l'Italia agisse contro la moglie e la figlia più piccola di Ablyzov  e  quali sono gli interessi che legano così strettamente l'Italia e il Kazakhistan perché si arrivasse con  eccezionale tempistica e determinazione alla “neutralizzazione” di una donna e di una bambina di 6 anni che sicuramente  non rappresentavano una minaccia per il nostro Paese né per la sicurezza internazionale.
Domande analoghe a quelle che ci siamo posti tante volte durante i 517 giorni che vedono due militari italiani tenuti in ostaggio dell’India, alle quali, però, nessuno ha mai risposto, così come probabilmente non riceveremo risposte esaustive per la vicenda dell’espulsione di Alma Shalabayeva e di sua figlia Alua.
 Dopo la storia dei marò, un altro pasticciaccio italiano  che lascia senza parole. Un’unica differenza fra i due eventi. Nel primo caso silenzio assoluto delle Istituzioni e delle forze politiche mentre per Alma  assistiamo ad una mobilitazione generale, politica, Istituzionale e mediatica.  
Una furbata, comunque,  è simmetrica a quella fatta con il rinvio dei Marò, per sperare – creduloni - in beneficienze indiane. In questa circostanza si è voluto compiacere Nazarbayev, tenendo tutto...nella massima segretezza., ma si è fatto uno sgarbo a Londra  sicuramente adirata  per essere tenuta fuori da una vicenda che riguarda moglie e figlia di un rifugiato politico in Gran Bretagna.
Un’altra pessima figura che in termini di rapporti internazionali ha un caro prezzo e che ha incrinato anche i rapporti con Londra, ingenuamente convinti che non ci avrebbe “sputtanato” e che ha  vanificato l’impegno diplomatico ed istituzionale che a fatica si era riusciti a riannodare: la collaborazione di intelligence fra Italia ed Inghilterra dopo il trauma Lamolinara..
la questione Ablyazov è eminentemente un problema di politica estera e di sicurezza,per nostri rapporti con i Membri dell’Unione Europea, con gli USA e lo stesso Kazakistan. ed in questo caso abbiamo aggiunto un altro tassello negativo nella nostra immagine internazionale, peraltro sottovalutando anche quelle che potrebbero essere le reazioni di nostri alleati..
Una soluzione comunque potrebbe esserci per risolvere con “giustizia, equità e tempi brevi” la vicenda. Attingere alle ormai note risorse italiane in tema di mediazione. Mandare in Kazakhistan il dott. De Mistura, e possibilmente lasciarcelo, essendo ormai libero dai suoi impegni di conciliatore per la vicenda dei due Marò, in quanto, come ci dicono,  a Delhi e' tutto risolto.
16 luglio 2013 – ore 15,30

Nessun commento:

Posta un commento