giovedì 4 luglio 2013

L'Italia non sa e non vuole difendere i suoi, ma loro per nostra fortuna non sanno inventarsi bene le accuse. Di Tony Capuozzo

di Tony Capuozzo

C'è da sperare che l'inchiesta dell' Agenzia Nazionale Investigazioni indiana ritardi perchè non riescono a mettere insieme un quadro credibile, dopo il maldestro lavoro degli inquirenti del Kerala, che sta facendo acqua da tutte le parti. Ma bisogna far girare queste cose anche in India, smettendo atteggiamenti altezzosi e chiarendo che gli inquirenti indiani hanno negato giustizia ai due pescatori uccisi e preso in giro anche i cittadini indiani. Così come noi siamo stati presi in giro dai nostri governi, e dall'intera nostra classe politica, anche in questi giorni. Ieri ho provato a spiegarmi a Zapping, domani, venerdì, torno su Canale 5 con nuovi importanti dettagli frutto del lavoro di Luigi Di Stefano, una persona che paga il suo impegno con meschini attacchi personali. Sto rivedendo la nuova ricostruzione, e provo a smontarla, e ne nascono domande interessanti, tipo:
Il capitano del peschereccio Freddy, comunica alla Guardia Costiera l'incidente via radiotelefono, subito dopo, questo è certo. La Guardia Costiera indiana, che colloca quell'incidente mortale alla stessa ora dell'incidente della Lexie, cioè alle 16 del pomeriggio, perchè aspetta fino alle 21.36 della sera per chiedere alla Lexie il rientro a Kochi ? Perchè impiega cinque ore e mezza per identificare la nave cui vengono da subito addossate tutte le colpe (e che comunque alle 19.20 fornisce notizia dell'incidente, quindi in qualche modo facilita l'identificazione, ma la Guardia Costiera ci mette altre due ore a dire tornate indietro)? L'Italia non sa e non vuole difendere i suoi, ma loro per nostra fortuna non sanno inventarsi bene le accuse.
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