domenica 7 luglio 2013

RECUPERATO IL S.ANTONY








Per quanto a mia conoscenza e esperienza personale, e lo sosterro sempre, l'India  è uno Stato di diritto in cui, come si conviene ad ogni democrazia avanzata, i poteri sono divisi e bilanciati e non permettono intromissioni o .
Si possono portare avanti indagini elaborate o faccende intricate e dalle tante incognite, proprio come quella che vede Latorre e Girone incriminati" per la morte di Valentine Jelestine e Ajesh Binki mentre erano in servizio anti-pirateria sulla petroliera italiana Enrica Lexie ancor di più se vi sono state precedenti incapacità o
falsature dei reali fatti accaduti.
A Nuova Delhi, può anche esserci, sul piano politico, la convinzione che occorra rimuovere l'ostacolo-marò per rilanciare i rapporti bilaterali con Roma ma è anche preponderante la necessità di gestire il caso nella maniera migliore, per non perdere consensi nella pubblica opinione (non dimentichiamoci che nel 2014 ci saranno le elezioni).
Quindi, in un certo senso, conviene al governo indiano che ci sia chi si mette di traverso potendolo fare nel nome, appunto, della separazione dei poteri e  delle funzioni.
Così, giusto nelle stesse ore in cui Shinde assicurava collaborazione, sapendo bene di essere impotente, si registrava un eloquente silenzio in risposta alla seconda lettera inviata all'antiterrorismo che indaga sul caso per proporre di interrogare a distanza (in videoconferenza o con deposizione scritta) i quattro colleghi dei due Fanti di Marina, Massimo Andronico, Alessandro Conte, Antonio Fontana e Renato Voglino (l'Italia prese l'impegno di farli tornare in India, ove ritenuto necessario, in cambio del rilascio della Enrica Lexie e del loro rilascio),  ma è stato ribadito a Nuova Delhi, "che quella strada non è percorribile" mancando in tal modo, ulteriormente, alla parola e alla firma data in tal modo i tempi, anche senza nuove perizie, sono destinati ad allungarsi rispetto a quelli sperati e in qualche modo annunciati nelle settimane scorse.
Dopo un primo no a Roma, arrivato con una nota verbale ufficiale, si era deciso di rivolgersi alla NIA, l'agenzia statale antiterrorismo che indaga sulla morte dei due pescatori, e che dipende dal ministero dell'Interno, ma già una prima missiva, spedita in data 11 giugno, non aveva prodotto risultati.
Quale che sia il motivo, le lettere imbucate da Roma vengono dunque ignorate da settimane  in più, gli avvocati che seguono il caso in loco per conto del governo italiano, hanno chiesto diverse volte di incontrare gli inquirenti  anche qui senza successo.
Anche la trasferta dell'ineffabile De Mistura si risolverà come un semplice giro turistico o visita di cortesia ai nostri Fucilieri,
la NIA, per statuto e per legge, non ammette intromissioni e interferenze ed è refrattaria alle pressioni e ai solleciti continua la sua inchiesta pur accettando (valutandole attentamente) segnalazioni e suggerimenti.
Ha sentito comandante e primo ufficiale della Enrica Lexie; e tutti gli indiani coinvolti nella vicenda. Gli investigatori dovrebbero invece disporre la ripetizione delle perizie, "per il timore che gli esiti non combacino con quelli dell'anno scorso". e - come testimonia la foto  scattata alcune settimane fa -  la St. Antony, la barca dei due pescatori uccisi, è stata recuperata ma risulta in condizioni di sostanziale abbandono vicino alla stazione della Guardia costiera di Neendakara, vicino Kollam. Indizi e prove che parlano di cosa accadde potrebbero non essere stati cancellati o fortemente compromessi dagli elementi.
E qui andiamo nelle ipotesi: nella migliore delle quali (la dichiarazione di fine indagini a metà luglio), al giudice Monocratico del Tribunale speciale servirebbero almeno altre due settimane per fissare la prima udienza. Il processo dovrebbe durare tre mesi. Il che vuol dire: sentenza non prima di fine ottobre ricordando che il Tribunale Speciale deve portare avanti giornalmente, il caso, senza interruzzioni.


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